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Portoferraio, il degrado della zona portuale fa salire la tensione in consiglio

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La mediazione del sindaco di Portoferraio, Angelo Zini, ricuce lo strappo in consiglio comunale tra la mozione presentata dal consigliere Luigi Lanera (“cosa vuol fare questa amministrazione lungo il viale Teseo Tesei dove ci sono dei capannoni con coperture di amianto?”) e la risposta in aula da parte dell’assessore al Demanio Leo Lupi (“intavoleremo una discussione con tutti i soggetti interessati”). E così, il primo cittadino del capoluogo elbano raccoglie da terra quella pietra d’inciampo che aveva alzato la tensione tra maggioranza e opposizione e trasforma la mozione in un ordine del giorno che trova l’accordo di tutti i consiglieri e passa all’unanimità. Un testo improntato nel mezzo della discussione e che rimarca l’impegno della Giunta a valutare i soggetti che saranno “incaricati di mettere in sicurezza quelle strutture presenti in aree di competenza del demanio marittimo” e di individuare le “procedure per superare una situazione di degrado e abbandono“.

Dunque, la zona portuale che dal molo 1 conduce fino al cantiere navale sarà posta sotto la lente d’ingrandimento dell’amministrazione comunale. La sollecitazione in consiglio era arrivata anche dai banchi dell’opposizione per voce di Simone Meloni e Paolo Di Tursi che aveva sollevato le responsabilità dell’amministrazione ‘custode’ di quei beni. E su cui, peraltro, l’assessore Lupi non ha esitato a dire che “siamo stati proprio noi a fare un sopralluogo in quella zona per liberarla dai rifiuti lasciati, probabilmente, dalle imbarcazioni che passano da lì“. Annunciando in consiglio che “è nostra intenzione fare degli approfondimenti per capire chi ha creato un danno alla nostra città“. Un terreno di scontro che ha tenuto altissima la tensione all’interno del consiglio comunale e che si è consumato sempre su quella zona che sarebbe di competenza del demanio marittimo. E su cui, il consigliere Lanera aveva chiesto delle rassicurazioni in consiglio per ridistribuirle agli artigiani del posto nel settore nautico. Affilando una stilettata contro l’amministrazione perché “dovevate controllare in che condizione versava quella zona quando sono state rimesse le concessioni“. E non è bastata neppure la risposta dell’assessore Leo Lupi a placare gli animi: “Stiamo cercando di capire come riutilizzare quelle aree. Certo è che bisognerà preparare dei bandi di gara, non possiamo affidarle direttamente”. Tra maggioranza e opposizione volano gli stracci. La presidente del consiglio comunale, Delia Scotto, chiede ai consiglieri di abbassare i toni. Il vicesindaco Luca Baldi gioca di sponda con il collega Lupi quando ribadisce che “faremo di tutto per controllare che cosa succede in quella zona“. Poi l’affondo al consigliere di opposizione: “Ci sta accusando di omissione di atti d’ufficio?”. Alla fine, il sindaco Zini getta acqua sulle fiamme che hanno incendiato una seduta di consiglio tesissima e ribadisce: “Quelle aree fanno parte di un progetto di cui discutiamo da 15 anni (il waterfront, ndr). Una volta realizzato, quelle zone saranno utilizzate da chi avrà vinto la gara. Certo è che entro marzo 2020 troveremo una soluzione. Viceversa si ripartirà da zero”.

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