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Aeroporto, Camera di Commercio: “L’Elba non può permettersi un isolamento”

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C’è preoccupazione da parte della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno sull’aeroporto dell’Isola d’Elba. Ad un mese dall’incontro tra il presidente Riccardo Breda e i sindaci riuniti nella Gestione associata del Turismo, quando l’Ente aveva fatto sapere di essere “disponibile a gestire un bando diretto a facilitare le compagnie aeree disposte a volare da e per l’Elba, mediante un fondo di garanzia rischi”, oggi torna sull’argomento dopo aver appreso che “il fondo che la Gestione associata aveva pensato di utilizzare per il bando è al momento bloccato poiché le posizioni non sono unanimi”.

La Camera di commercio non vede ostacoli – si legge in una nota – affinché l’investimento proposto sia fatto dalla Gestione Associata del Turismo che dispone delle risorse provenienti dalla tassa di sbarco. Se non investono gli elbani per la loro promozione, è illusorio pensare che arrivi qualche mecenate esterno a investire su collegamenti che vedono un ritorno economico solo per chi opera sul territorio. Il sindaco di Rio che si è sinora opposto allo stanziamento da parte della GAT con varie e diverse motivazioni, non ha mai indicato le vie percorribili secondo lui per il ripristino delle rotte: se la sua è una contrarietà di principio all’aeroporto, sarebbe più corretto esprimerla senza perifrasi. Se, come sarebbe logico, crede anche lui che l’Elba, per essere presente sul mercato turistico europeo e mondiale, debba essere dotata di un aeroporto con collegamenti verso le principali destinazioni almeno del centro Europa, in particolare da e per i tradizionali bacini svizzeri e tedeschi, non può illudersi che questo possa avvenire spontaneamente con una struttura aeroportuale, pur decorosa, ma fuori mercato sostenibile per gli aerei oggi in uso nell’aviazione commerciale. Gli adeguamenti dell’infrastruttura di volo richiederanno, se fattibili e finanziati, almeno 5-6 anni nella migliore delle ipotesi per poter essere realizzati: l’Elba non può permettersi un isolamento dall’Europa per un periodo così lungo”.

E aggiunge: “O si comprende che, agendo singolarmente come Comuni in maniera isolata per la promozione, si sprecano soltanto le risorse, o l’Isola è destinata ad essere sempre più marginale rispetto ai flussi turistici di maggior valore, confinandosi al solo turismo viciniore con stagioni e risorse limitate”.

E a proposito della partecipazione singola di Rio alla fiera di Lugano: “La promozione turistica di un singolo comune rischia di essere spreco di denaro pubblico ed esempio di assenza di progettualità e gioco di squadra”.

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