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Le Viste, Pierluigi Creazzo: «Dedico la vittoria ai “4 Ristoranti” al mio staff e ai miei clienti»

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Metti la poesia di un ristorante sul mare incastonato in una caletta proprio sotto una fortezza medicea che parla ancora oggi di storia. Aggiungi la passione per la cucina che i due soci Pierluigi Creazzo e Nicola Caricato sono riusciti a trasmettere al loro giovanissimo staff. Unisci un pizzico di eleganza e semplicità. Ecco il piatto vincente per il Ristorante “Le Viste” di Portoferraio che si è aggiudicato la vittoria della puntata elbana dei “4 Ristoranti”, il programma televisivo condotto da Alessandro Borghese che vede sfidarsi quattro ristoratori. «Bellissima esperienza – ci ha raccontato Pierluigi, architetto e origini pugliesi – Da subito mi hanno fatto sentire a mio agio. Siamo molto felici di come sia andata».

Da terzo a primo classificato. Il voto di Borghese ha realmente ribaltato la situazione.

«è stata la soddisfazione più grande. Alla fine della puntata ci ha fatto tantissimi complimenti. Dopo il confronto con le cloche ero molto abbattuto per il risultato. Guardando il programma da casa si fa caso alle liti tra i partecipanti sui voti dati. Io ho cercato di essere obiettivo e corretto. E quando c’è stato qualche problema con una portata mi è persino dispiaciuto farlo notare».

Gli altri concorrenti hanno invece giocato di strategia?

«Alcuni sì. Anche perché un’insufficienza piena per la location del nostro ristorante è a dir poco singolare. Mi dispiace anche che nessuno di loro sia venuto a complimentarsi con noi per la vittoria. Dobbiamo imparare a collaborare e apprezzare i successi degli altri. Solo così l’Elba può migliorare».

Ad ogni modo, è andata benissimo.

«Siamo contenti che la nostra cucina base mediterranea, con influenze isolane, abbia convinto Borghese della nostra genuinità. I nostri sono piatti non troppo articolati. Diamo molta importanza alla materia prima, senza stravolgerla troppo. Diciamo che la nostra è una cucina di altissima qualità con piatti vicini al territorio e molto semplici. Poi, la location particolare aiuta tanto. In più, la nostra mission è quella di far sentire il cliente a proprio agio. Cerchiamo di instaurare un buon rapporto con i nostri ospiti. Per noi è una vittoria vedere che tornano volentieri. Delle volte ci affidano anche i loro momenti, diciamo così, più intimi».

Cioè?

«Almeno una volta all’anno, una coppia viene da noi per la proposta di matrimonio. E per noi è un’emozione grandissima. Sembra che il tempo si fermi per riuscire a goderci quel momento speciale. Qualche anno fa, è successo ad una coppia di spagnoli. Lui si è inginocchiato davanti a lei. Quel gesto ha commosso tutti i presenti in sala che si sono subito lanciati in un lungo applauso».

Pierluigi, come nasce il ristorante?

«Nasce da un amore a prima vista. Io e il mio ex socio avevamo saputo di questo locale che già da qualche anno era chiuso. Per me è il posto più bello dell’Elba. Quando l’ho visto, non ho avuto nessun dubbio. Lo abbiamo ristrutturato, cercando di alleggerire la struttura con tinte bianche, in modo da non risultare impattante rispetto alla scogliera. è un locale che si sposa perfettamente con il contesto in cui si trova. Siamo davanti allo Scoglietto di Portoferraio, sotto al Forte Falcone e ad una delle residenze napoleoniche, la villa dei Mulini».

Tu sei un architetto, come hai scoperto la passione per la cucina?

«Mi sono avvicinato alla ristorazione in Puglia. Ho gestito per tre anni un “entertainment center”, dove ho seguito operativamente le due discoteche all’interno, oltre ad avere la gestione del pub e del bar. E poi, per lavoro, ho progettato diversi ristoranti e locali notturni».

E tu sai cucinare?

«Certo. Mi piace molto stare ai fornelli, per la felicità di mia moglie. Ho una predisposizione per la cucina di mare ma preparo volentieri anche diversi piatti di terra».

Il tuo piatto forte?

«Non ne ho uno in particolare. Mi piace molto sperimentare e lavorare i pesci poveri».

La ricetta 2019 del Ristorante “Le Viste”?

«La panzanella di palamita [nella foto, NdR]. Il procedimento è semplice. Bisogna bagnare nell’acqua il pane raffermo, potete usare anche le michette o le friselle. Dopo averlo ammorbidito, va spezzettato e messo in una ciotola. Si aggiungono pomodorini tagliati, un cetriolo a cubetti, la cipolla, un po’ di basilico e, perché no, la nipitella. Olio, sale e aceto quanto basta. Alla fine, si dispongono sopra due bei filetti di palamita già marinati sott’olio».

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