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Turismo in recessione, presenze diminuite fino al 4%

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Il turismo elbano è in recessione. Il presidente degli Albergatori elbani, Massimo De Ferrari, riporta tutti, compresa la Gestione Associata del Turismo, con i piedi per terra e spegne gli entusiasmi di chi aveva previsto un andamento ben diverso. La diminuzione delle presenze a fine stagione 2019 è tra il 2% e il 4%. Una stima, dice De Ferrari, in linea comunque con il dato nazionale (“in Italia sono calate di oltre 2 milioni”). E che l’associazione albergatori ritiene verosimile dopo averla confrontata con i numeri registrati dai supermercati, dagli esercenti in generale e dai consumi di acqua e carburante. Ma, soprattutto, nel solco di quel -2,7% di passaggi registrato da aprile a settembre.

Come si è arrivati a questo punto? Il presidente De Ferrari passa in rassegna, davanti al pubblico del Centro De Laugier riunito per l’annuale assemblea degli albergatori, tutte le cause del secondo anno nero per il turismo dello Scoglio. Primo, le condizioni del tempo che hanno bloccato le prenotazioni (“quello appena trascorso è stato il maggio più freddo dal 1991, con 123 millimetri di pioggia”) e che ha influenzato negativamente il turismo balneare in forte difficoltà. Secondo, il ritorno in auge di mete che fino a poco tempo fa erano bloccate per motivi di sicurezza come il Marocco, l’Egitto, la Croazia e la Turchia (“tutte località che vendono pacchetti a tariffe che noi difficilmente potremmo proporre e che si rivolgono allo stesso nostro mercato”). Terzo, gli appartamenti “abusivi” venduti online che il presidente De Ferrari bolla come concorrenza sleale (“al 31 agosto 2018 gli appartamenti che risultano sono circa 1500”). Un fronte, questo, su cui anche il presidente di Federalberghi Toscana, Daniele Barbetti, promette di dare battaglia: “Stiamo cercando di far emergere il sommerso. Dal prossimo anno puntiamo a monitorare il fenomeno, incentivando gli interventi di controllo”.

Ora, sono maturi i tempi per alzare la cresta e risollevare quell’Elba che, dice De Ferrari a margine del suo intervento, “è stata protagonista indiscussa sul web con tripadvisor”. Invertendo, innanzitutto, l’atteggiamento tipico elbano per cui “si riduce la domanda, aumentano i costi e allora riduco i mesi di apertura”. A fronte di quel dato certificato dall’Ocse che vede il turismo in crescita nei prossimi cinque anni. Il monito di De Ferrari attraversa il canale e punta dritto a Roma. Perché è alla politica nazionale che il presidente degli albergatori affida le sue considerazioni: “Sento parlare di aumento dell’Iva per gli alberghi. La concorrenza con i paesi che hanno una tassazione diversa sarebbe ancora più difficile”. E poi, “bisogna finanziare nuovamente la tax credit per l’ammodernamento delle strutture ricettive”. Senza dimenticare quella legge per le isole minori “rimasta impantanata in un ramo del Parlamento e che, se approvata, può dare un nuovo impulso al turismo”. Tra le norme nazionali che non incontrano il beneplacito degli albergatori elbani c’è anche quella sugli incentivi per i pagamenti con carte di credito: “il 30% dei nostri turisti – dice De Ferrari – sono extra Ue. Sono abituati a pagare in contanti. E’ chiaro che servirebbero delle deroghe specifiche per le strutture alberghiere”.

Come ripartire? De Ferrari punta su quell’accordo di programma (“c’è già”) per definire una cabina di regia che si occupi del turismo. Puntando su quello sostenibile (“secondo booking.com il 34% delle scelte sono legate al turismo sostenibile”) e su quello sportivo (“un singolo evento può avere sul territorio una ricaduta pari a dieci volte il costo del soggiorno”). Di sicuro l’intenzione degli albergatori è quella di confermare, per la prossima stagione, l’autobus dall’aeroporto di Pisa a Piombino. In realtà, avrebbero anche puntato sui collegamenti aerei per incentivare i flussi turistici. Nota dolente per De Ferrari che si scaglia contro il sindaco di Rio contrario a quel fondo di garanzia che, grazie all’aumento del contributo di sbarco, potrebbe garantire i collegamenti in particolare con Svizzera e Germania: “Se l’Elba dovrà rinunciare a tutto questo, la colpa sarà soltanto di Rio“.

1 COMMENT

  1. Non sono un addetto ai lavori.
    Leggendo questo articolo ho cercato di comprendere il messaggio del presidente degli albergatori elbani.
    Se affida le sue considerazioni alla politica nazionale temo che non andrà molto lontano.
    Nel parlamento nazionale le isole minori italiane,di cui l’Elba è la più grande, non sono rappresentate da soggetti eletti sul territorio insulare da coloro che vivono e abitano in questo territorio.
    Esiste cioè un problema di rappresentatività dei bisogni e necessità dei terrototi insulari minori nel parlamento nazionale che solo la istituzione di un collegio elettorale potrebbe risolvere.
    Questi bisogni e necessità dei territroi insulari minori sono peculiari e solo chi ci vive li conosce.

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