Home Società Eventi e Cultura “Gli scavi di San Giovanni come l’Archeodromo di Poggibonsi”

“Gli scavi di San Giovanni come l’Archeodromo di Poggibonsi”

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Curiosità ma anche tanta sorpresa per “l’importanza di questi ritrovamenti che legano un lavoro archeologico portato avanti da anni”. La visita dell’assessore regionale alla Cultura, Monica Barni, può rappresentare uno snodo cruciale nella vita degli scavi di San Giovanni che, nelle otto campagne portate avanti da archeologi e geologi delle Università di Firenze e di Siena e della Scuola Normale Superiore di Pisa, hanno restituito alla cittadinanza una memoria storica di grande rilievo. “Stiamo cercando di capire insieme – spiega l’assessore Barni – in che modo poter trovare finanziamenti. Il compito della Regione è anche questo, cioè collaborare con le istituzioni a livello locale e costruire insieme dei percorsi che possono portare a progetti e realizzazioni importanti”.

Fino ad oggi, il gruppo di archeologi guidati dal professor Franco Cambi e da Laura Pagliantini hanno lavorato grazie al sostegno di privati e alla collaborazione del proprietario del terreno, Paolo Gasparri. Da due anni, poi, il Comune di Portoferraio fornisce il servizio mensa. La visita dell’assessore Barni si colloca anche in un contesto di sviluppo futuro. Le idee non mancano e ce ne sono tante. Il professor Cambi, fermo restando il benestare del proprietario, ha in mente un “orto-laboratorio, in cui possono trovare spazio anche i ragazzi dell’indirizzo agrario del Cerboni e in cui si può fare un lavoro sui frutteti e sugli olivi presenti, pensando a come produrre l’olio”. L’assessore Barni si spinge oltre e, prendendo spunto da un progetto regionale che esiste già, immagina gli scavi di San Giovanni come l’Archeodromo di Poggibonsi: “Da un lato c’è l’insediamento medievale scavato, dall’altro lo stesso ricostruito dagli archeologi. Su questo la Regione ha investito molto, perché qui si fondono ricerca e divulgazione da parte degli stessi ricercatori che si sono occupati degli scavi. Un luogo continuamente visitato da scolaresche e bambini che si divertono a capire come doveva essere la vita nel medioevo”.

Insieme all’assessore regionale Barni, c’erano anche il sindaco del capoluogo elbano Angelo Zini, gli assessori alla Cultura di Portoferraio e Rio, Nadia Mazzei e Cinzia Battaglia, il consigliere regionale Gianni Anselmi, il consigliere portoferraiese Marino Garfagnoli e il viticoltore Antonio Arrighi, grandissimo sostenitore dell’attività archeologica.

L’assessore Barni, prima della visita agli scavi di San Giovanni, ha incontrato, nei locali della Gattaia, i rappresentanti politici e tecnici delle amministrazioni culturali per parlare di sistemi museali e di biblioteche. “Sappiamo che c’è una grandissima carenza del personale – spiega Barni in riferimento alle due residenze napoleoniche – Siamo consapevoli delle difficoltà. E anche se le due ville sono di pertinenza del Polo Museale della Toscana, siamo disposti a lavorare per costruire una progettualità territoriale. L’unico modo, questo, per fare economie di scale e valorizzare al massimo il patrimonio culturale”.

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