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Napoleone e la tenuta di caccia all’Elba

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Autorizzato dal Governo Francese e sotto gli auspici del Ministro dell’Interno Chaptal, nella primavera del 1800 lo studioso Arsenne Thiebaut De Berneaud lasciò Parigi per intraprendere un lungo viaggio in Italia.

Compì un tour di ben sette anni, durante i quali lo studioso ottocentesco visitò l’Elba per ben tre volte restandone attirato e incuriosito sia per la varietà dell’ambiente naturale che per le scarse notizie che aveva trovato su di essa, apparendogli quindi affascinante e selvaggia. L’Isola d’Elba era sempre stata presente nei progetti di Napoleone a causa della sua eccezionale posizione strategica trovandosi al centro delle rotte marittime del Mediterraneo ed era quindi giustificato che ne volesse studiare accuratamente la storia politico-amministrativa e la conformazione del territorio per poterne sfruttare al massimo le potenzialità economiche.

Nonostante però fosse stato sicuramente oggetto della sua immaginazione più volte, questo ambiente naturale, incontaminato e maestoso, apparve ai suoi occhi solamente il 4 maggio 1814 quando, esule e allo stesso tempo sovrano, vi mise piede per prenderne possesso.

L’inarrestabile vitalità dell’imperatore si manifestò immediatamente in molteplici forme; fin dai dai primi giorni della sua permanenza, prese a visitare tutti i paesi dell’Elba, le fortificazioni costiere e i luoghi dove erano presenti le attività estrattive.

Qualche tempo dopo l’arrivo, dopo aver espletato i provvedimenti più urgenti, cominciò ad uscire in sella ai suoi amati cavalli per esplorare il territorio intorno a Portoferraio con grande attenzione. Aveva sempre provato un sincero trasporto per la vita all’aria aperta e per l’equitazione. Ma non aveva mai mostrato, almeno apertamente, di essere un amante della caccia nonostante vi si fosse accostato intorno al 1802 dopo aver intuito che tale attività avrebbe potuto rafforzare la sua immagine e la rappresentazione del suo potere. È perciò molto probabile che, con l’esplorazione del territorio intorno a Portoferraio, Napoleone stesse già progettando di realizzare un parc de chasse nella parte centrale dell’Elba.

Rimasto colpito, durante una delle sue tante passeggiate a cavallo sull’isola, dalla vallata ricca di boschi di San Martino, ordinò al Gran Maresciallo Bertrand di acquistarvi una tenuta provvista di una piccola casa da trasformare in residenza di campagna. L’Imperatore aveva infatti trovato intorno a San Martino i luoghi adatti per realizzare una vasta riserva personale di caccia oltre alla felice posizione topografica che permetteva di controllare visivamente il porto di Portoferraio; non potendo però, al momento, acquistare ulteriori porzioni di territorio da delimitare con un muro per le scarse risorse finanziarie a sua disposizione, ordinò di proibire ai cittadini di entrarvi in modo da riservarlo esclusivamente a se stesso. Il giorno stesso dell’acquisto, il 27 giugno, fu diramato dall’lntendente Balbiani un suo ordine che segnava i confini dei territori di caccia riservati a Sua Maestà l’Imperatore Napoleone, tali territori andavano ben oltre i terreni comperati, con la proibizione a chiunque di cacciarvi sia con armi da fuoco, reti, lacci, coffe o altri strumenti distruttivi. La Gendarmeria imperiale, le Guardie dei boschi e foreste, le Guardie campestri e tutti gli altri Agenti di polizia avrebbero vigilato per far rispettare la disposizione imperiale e i contravventori sarebbero stati severamente puniti.

Il 6 luglio l’imperatore espresse l’intenzione di comperare anche i terreni di Lacona, compreso il promontorio di Capo di Stella, ma il caldo estivo lo costrinse ad allontanarsi temporaneamente dal centro dell’isola per trascorrere un breve periodo alla Madonna del Monte di Marciana, dove avrebbe potuto anche dedicarsi alla caccia nelle vallate ricche di castagni: … Ce séjour est très agréable. Ma sente est fort bonne, je passe une partie de la joumée a chasser … aveva scritto infatti alla moglie Maria Luisa il 28 agosto. Nel mese di settembre l’Imperatore riprese in considerazione l’idea di comprare il promontorio di Capo di Stella per ingrandire la sua tenuta di caccia ma il progetto, nonostante fossero già predisposti i materiali da costruzione per completare l’opera di recinzione, rimase incompiuto. L’imperatore fu impegnato infatti in ben altre faccende e qualche mese dopo, il 26 febbraio 1815, lasciò definitivamente l’Elba per tentare di riprendere la sua grande avventura.

Testi consultati
Gloria Peria – Da San Martino a Capoliveri – La tenuta di caccia di Napoleone all’Elba –  tratto da Milliarium – Periodico di Informazione Archeologica – Speciale Isola d’Elba – 2014

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