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Fantasy, “La lama di Fuoco”- 13° puntata

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Quando Georg tornò, riferì a Lucas di aver avvisato tutti i regnanti delle Terre di Myar e che, entro il termine stabilito, sarebbero accorsi alla riunione.  Solo in tardo pomeriggio Nifall, Lucas e Ailis riuscirono ad andare a casa per stare un po’ da soli; una volta che si furono seduti davanti al camino, dove un caldo e tiepido fuocherello li stava aspettando, la giovane maga iniziò il racconto dell’incontro con l’Aisling e di come la spada avesse preso il sopravvento. Alla fine della storia entrambi i genitori di Ailis rimasero in silenzio, pensierosi per la piega che aveva preso la situazione.

«è chiaro che tuo nonno non ha avuto il tempo per erudirti completamente sul potere della Lama di Fuoco, sul suo uso, ma, soprattutto, su come dominarla. La tua conoscenza di essa è assai superficiale. Ma non ti preoccupare, noi colmeremo le lacune che hai e ti insegneremo ciò che Nioclas non ha avuto il tempo di riferirti. Non sarà un percorso facile e l’addestramento sarà veramente molto duro; alla fine, però, sarai in grado di padroneggiarla e di sconfiggere il Signore Oscuro. Sempre che ci rimanga il tempo necessario…» disse sua madre, mentre Lucas asseriva con la testa.

«Adesso è ora che tu vada a dormire; prima, però, mangia un bel pasto caldo. Intanto che ti vai a dare una rinfrescata, noi prepareremo la tavola e il cibo».

Ailis fu accompagnata dalla madre nella propria camera; prima dovettero salire su per una scala a chiocciola larga quanto le spalle del padre e plasmata come neanche il più esperto scultore avrebbe potuto fare. A dire tutta la verità, l’intera casa sembrava plasmata secondo i gusti personali dei due Druidi in un modo incredibile e inimmaginabile.

«Mamma, come avete fatto a costruire questa casa? è… semplicemente bellissima. Sembra essere uscita fuori da un blocco di creta, legno, rocce e non so che altro» domandò incuriosita la giovane maga.

«Abbiamo usato la magia. Una volta presi tutti i materiali che ci servivano, io e tuo padre abbiamo utilizzato diversi incantesimi per adattarla alle nostre esigenze e secondo i nostri gusti».

«Fanno tutti così in questa città?».

«Sì e chi non possiede la magia si fa aiutare da chi è dotato di poteri magici. Negli anni io e tuo padre abbiamo eretto diverse abitazioni di nostri vicini e amici».

Una volta terminati gli scalini, le due donne si ritrovarono su un corridoio che immetteva in diverse stanze. Nifall imboccò la seconda porta sulla destra, quindi fece cenno ad Ailis di entrare; quando la figlia varcò la soglia della camera rimase a bocca aperta e senza parole. Una vera camera da letto la stava accogliendo; un soffice letto di una piazza e mezzo, con una bellissima coperta ricamata e dei cuscini in piuma d’oca. Un armadio altamente intarsiato e cesellato avrebbe contenuto i suoi abiti, per non parlare dello scrittoio e del baule posto ai piedi del letto. Sulle pareti alti e soffici arazzi narravano storie e avventure di cavalieri in splendenti armature; mentre dalla finestra si godeva una spettacolare vista della città e delle sempre innevate montagne poste alle spalle di Aonas.

«Questa è la tua camera e lo sarebbe stata sin dall’inizio, se i segni in cielo non avessero decretato il tuo destino. Mi dispiace tanto per quello che hai dovuto subire e vivere, ma purtroppo era necessario. Spero solo che un giorno tu ne comprenda l’enormità e che riesca a perdonarci…».

La risposta di Ailis non tardò ad arrivare, un caldo ed avvolgente abbraccio circondò la madre della giovane maga, mentre Lucas, sulla soglia, guardava quello splendido quadretto con il viso rigato da lacrime di gioia.

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