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Dj Stevens e Sax in Elba, «Con noi, è tutta un’altra musica!»

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Christian Principe e Stefano Sardina, in arte Sax in Elba (a destra nella foto) e Dj Stevens

Due età diverse, l’uno ventenne e l’altro poco più che quarantenne. Due percorsi di vita complementari, l’uno con anni di studio alle spalle e l’altro che si è affidato alla scuola della vita. La passione per due strumenti musicali, apparentemente distanti fra di loro: l’uno la consolle e l’altro il sassofono.

Loro sono Christian Principe e Stefano Sardina, in arte Sax in Elba (a destra nella foto) e Dj Stevens. Insieme hanno deciso di mettere su un progetto musicale che ha tutte le carte per ampliare il panorama elbano. Non ha ancora un nome ufficiale, ma sembra destinato a durare nel tempo. Di cosa si tratta? L’abbinamento di uno strumento come il sassofono di Christian ad una musica strumentale come quella prodotta dalla consolle di Stefano. Un progetto che in altri paesi ha già attirato la curiosità del pubblico. E che all’Elba potrebbe aprire nuovi orizzonti. «È una scelta musicale diversa da quello che l’isola propone in questo momento – spiegano Christian e Stefano -. Il nostro obiettivo è offrire un’alternativa in più e dare la possibilità di poter scegliere cosa fare la sera».

Stefano, com’è nata questa collaborazione?

«Per caso. Io e Christian ci siano conosciuti in occasione di una sfilata allo stabilimento di Campo nell’Elba “Bagni da Sergio”. Giusto il tempo di fare qualche prova per capire che c’era molta alchimia fra di noi. E da lì abbiamo iniziato a lavorare insieme».

Che genere di musica proponete?

«In realtà non ha un’etichetta. è uno stile ricercato che difficilmente all’Elba si ascolta. Quello che cerchiamo di fare è comporre una traccia unica dalla fusione di tanti generi».

E funziona?

«Il progetto è recente, risale a giugno. Ci hanno già chiamato per fare musica in orario aperitivo ma anche per il dopocena. E la gente inizia ad apprezzare e grazie al passaparola molte persone iniziano anche a conoscerci meglio».

Christian, qual è il vostro target?

«La nostra intenzione era quella di coinvolgere una fascia d’età come quella dei trentenni che fino a questo momento, secondo noi, non aveva molta scelta. In realtà, poi, ci siamo resi conto che la nostra musica va bene per tutti. Anzi, i bambini sono quelli che ci danno più soddisfazione di tutti».

Come riuscite a far “comunicare” consolle e sassofono?

«In realtà, il sassofono è lo strumento più difficile da abbinare alla musica di Stefano. Ma questa, per noi, è solo una sfida in più. Tutto parte da Stefano, è lui che deve attirare la mia attenzione. Io lo ascolto e cerco di esprimermi seguendo la sua musica».

Ore e ore di prove oppure improvvisate?

«Generalmente improvvisiamo. Una delle note di originalità che caratterizzano il nostro progetto è proprio questa. E cioè il fatto che ogni serata è sempre diversa dalle altre. E questo la gente inizia a percepirlo».

La difficoltà più grande nel fare musica insieme?

«Il problema più grande non è trovare il giusto equilibrio tra i nostri strumenti, ma ritagliare uno spazio tutto nostro in un contesto in cui si fa tanta fatica. Purtroppo c’è tanta invidia, c’è qualcuno che ha già provato a dividerci. La nostra collaborazione non è vista di buon occhio, perché la voglia di cambiamento non è apprezzata».

C’è molto rispetto tra voi, vero Stefano?

«Siamo molto affiatati. Pensa che non ci conoscevamo prima di iniziare a lavorare insieme. Ed è stata la musica ad unirci».

Suonerete anche durante l’inverno?

«L’idea è questa, sì. Abbiamo la percezione che ci sia qualcuno che vuole sentire qualcosa di nuovo. E questo ci spinge ad andare avanti nel nostro progetto. E poi, chissà…».

Che vuoi dire?

«Il mio sogno sarebbe quello di allargare la collaborazione ad altri strumentisti. Intanto c’è da lavorare su una bella idea che Christian mi ha proposto proprio prima dell’intervista».

Christian, di cosa si tratta?

«Per il momento è top secret. Posso solo dirti che sto lavorando su uno strumento che qui non conosce nessuno».

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