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Caro direttore, parliamo del servizio ritiro rifiuti di ESA?

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Caro direttore,

lo scorso 18 settembre ho ricevuto una telefonata da parte di Esa, a cui mi ero rivolto per sbarazzarmi di alcuni rifiuti ingombranti nella mia seconda casa all’Elba, tra Procchio e Marina di Campo.

Essendo la mia presenza sull’isola piuttosto saltuaria e non avendo nessuno sul posto che potesse seguire per me un’operazione del genere, ho pensato – basandomi su quanto descritto nei loro depliant – di chiamare Esa. E così ho fatto: lo scorso 18 agosto, ho telefonato e una signorina molto gentile mi ha chiesto indirizzo e numero di telefono, in modo da farmi contattare da chi svolge il servizio per prendere un appuntamento e accordarsi sul ritiro. Mi ha rassicurato sul fatto che ci sarebbero voluti pochi giorni. Niente. Tenendo conto che c’era ferragosto di mezzo, ho aspettato una settimana prima di richiamare.

Il 28 agosto ho parlato nuovamente con la signorina e le ho fatto presente che io pur venendo sull’isola più volte l’anno (risiedo in Liguria) non rimango per mesi e che sarei ripartito il 12 settembre. Quindi, a mio avviso, c’era tutto il tempo per organizzarsi. La signorina mi ha detto che avrebbe sollecitato i colleghi. Io sono rimasto in attesa.

Morale della storia, nessuno mi ha ricontattato. Sono tornato a casa e, come detto prima, il 18 settembre – quindi esattamente un mese dopo la mia telefonata – è arrivata la fatidica chiamata da Esa in cui mi si chiedeva una data per venire a prendere i miei rifiuti ingombranti. 

Vi scrivo dunque per chiedere ai comuni di intervenire con Esa, perché se si pubblicizzano certi servizi poi dovrebbero funzionare, specialmente per chi ha delle seconde cose e vorrebbe fare le cose nella maniera corretta, senza passare per il soliti “fai da te”. Cordialmente


Capitano Riccardo Roemer de Rabenstein

***

Gentile capitano,

la ringrazio per la sua testimonianza. Abbiamo contattato Gabriella Solari, presidente di Esa, che le risponde così: «è vero. Avremmo dovuto organizzarci meglio per venire incontro alle esigenze di questa persona che, per di più, ci aveva segnalato la sua imminente partenza dall’isola. Purtroppo, però, agosto è stato un mese molto congestionato dalle richieste e non c’erano sufficienti mezzi a disposizione per soddisfarle tutte in tempi adeguati. Ci assumiamo tutte le nostre responsabilità e ci impegniamo a sensibilizzare l’operatore incaricato di valutare le richieste urgenti a prestare maggiore attenzione. Siamo sicuri che quando il capitano  Riccardo Roemer de  Rabenstein tornerà all’Elba  saremo riusciti a ottimizzare il servizio. Il tutto anche grazie alla sua preziosa segnalazione».

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