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5 agosto 1989, quella tempesta “napoleonica” sull’Isola d’Elba

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Napoleone lascia la Corsica nel film "Napoleon" di Abe Gance

Caro direttore,

ho letto con piacere il ricordo della proiezione “Napoleon” pubblicato sul Corriere Elbano del primo agosto (leggi qui). E vorrei avere il piacere di aggiungere anche il mio, che di quella iniziativa ero coordinatore artistico.

Laurent Gerber

***
Charlie Chaplin definì il “Napoleon” (1927) di Abel Gance una “tempesta d’immagini”! Ignorava certamente l’avventura che abbiamo vissuto anni dopo all’Elba.
Era il 1989, bicentenario della Rivoluzione Francese, Carmine Coppola era il Capitano coraggioso, Andrea Andermann l’intrepido produttore che coinvolse l’Orchestra Sinfonica della Garde Républicaine di Parigi per salire su una gigantesca piattaforma galleggiante nella rada di Portoferraio che supportava i quarantacinque metri di base dei tre schermi sui quali venivano proiettate in polivisione le quattro ore del film.

Il Maestro Carmine Coppola e il produttore Andrea Andermann durante le prove
Portoferraio

Il capolavoro di Gance era stato in precedenza presentato da Francis Ford Coppola al Radio City Music Hall e da Andermann al Colosseo a Roma.  Sulla terraferma di Portoferraio, a un centinaio di metri, erano sistemati i tre proiettori. Andermann aveva previsto per il maestro Coppola un monitor che gli permetteva di seguire il film e di dare gli attacchi necessari ai brani musicali. Questo gigantesco schermo era collocato dietro l’orchestra e non offriva al direttore una visione integrale.

“Napoleon” di Abel Gance, uno dei trittici del film

Da qui la necessità del monitor via cavo nel mare. L’orchestra era molto motivata dopo la splendida rappresentazione di tre giorni prima in Piazza Maggiore a Bologna dedicata alle vittime della strage del 2 agosto 1980. Era anche stimolata dall’inusuale location napoleonica e da un progetto culturale patrocinato dai più alti livelli ministeriali francesi. Superate le prove di Parigi con un Coppola esigente e puntiglioso (era stato primo flauto di Toscanini a New York) e che non ammetteva disattenzioni, fresco dell’Oscar ottenuto per la colonna sonora del Padrino parte II.

Un altro dei trittici del film

L’orchestra era pronta, con disciplina militare. Desiderava vincere la sfida. Alle nove della sera del 5 agosto 1989, la baia di Portoferraio era gremita di pubblico impaziente che cominciava a battere le mani come per avvertirci dell’imminenza di un fragoroso temporale. Al momento del “via”, Andermann mi dà per radio la notizia che si è rotto il cavo del monitor e che devo tentare di riagganciarlo in mezzo alle onde in un mare agitato! Ad impresa fallita, Andermann mi propone di suggerire gli attacchi musicali per le sequenze date da lui via radio, in inglese, rannicchiandomi sotto il podio.

E così fu il primo attacco musicale: “Attention! Napoleon is going on his horse: four-three-two-one…go!” Fantastico! Esclamò Andermann, siamo in sincrono! Confesso che prima della recita, avevo mentito al Maestro che mi chiedeva: “Laurent, everything ok?” “Don’t worry, Maestro, everything ok!” E così, dopo che dirigeva già da un bel po’, mi gridò: “I cannot conduct like this for four hours!” Si andò avanti lo stesso, e la tensione cresceva. Dopo due ore arrivò la pioggia. Si fece allora a meno dell’arpa e mandammo al coperto il fortepiano.

Meno male che i violini e tutti gli archi proseguivano, fortunatamente erano strumenti previsti per i défilés dei politici “all’umido e all’aperto”. Poi sono cresciute le onde ed è scoppiato un serio temporale. Non c’era più scampo. Film e musica si sono sposati agli elementi a tal punto che ci fu tempesta sugli schermi, tempesta sull’orchestra, sul pubblico e nella baia di Portoferraio. Al che Andermann mi urlò: “Grandioso! Simbiosi perfetta! Tenete duro!” E io pensavo: Abel Gance sarebbe davvero felice, stiamo raggiungendo il risultato artistico che lui sognava. Alla fine, la realtà superò la finzione e la tempesta ebbe la meglio.

La locandina della manifestazione

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