Home Rubriche La nostra storia Paolina e le feste parigine alla sua “corte elbana”

Paolina e le feste parigine alla sua “corte elbana”

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Parlando della sua seconda sorella, Napoleone asseriva che fosse senza dubbio la più bella donna di Parigi e che in lei, come ritenevano tutti gli artisti, si potessero trovare tutte le perfezioni di Venere.

Paolina Bonaparte era nata ad Aiaccio il 20 ottobre 1780 e aveva solo tredici anni quando, nel 1793, la Corsica fu occupata dagli Inglesi costringendo sua madre, Madame Letizia, a rifugiarsi in Provenza portando con sé i bambini.

Bella come una dea, Paolina ebbe presto proposte di matrimonio; finirono però tutte miseramente. Fino a quando non arrivò lo sposo giusto, il Generale Leclerc, Capo di Stato Maggiore della Divisione a Marsiglia, follemente innamorato di lei.

Il matrimonio fu ben visto da Bonaparte che dette immediatamente il suo consenso: il celebre fratello aveva infatti deciso di sottomettere Santo Domingo e Leclerc sarebbe stata la persona giusta da mettere a capo della spedizione.

Gli sposi partirono per l’isola caraibica alla fine di dicembre dell’anno 1801, ma il clima terribile dell’isola e la febbre gialla strapparono a Paolina il marito di cui era teneramente innamorata. Era il 2 novembre del 1802.

Ritornata subito in Francia, Napoleone la maritò al principe Camillo Borghese, uno dei più ricchi partiti d’Italia. L’unione non felice fu aggravata, poco dopo, dal dolore per la perdita del figlio avuto dal suo primo matrimonio.

Il 31 maggio 1814, nonostante fosse malata, Paolina arrivò all’Elba per consolare l’amato fratello in esilio. Era dolce anche se capricciosa e il suo affetto per l’imperatore, che lei baciava pubblicamente sulla bocca secondo l’uso della Corsica, era senza limiti.

L’imperatore le cedette il suo letto, l’unico disponibile al Palazzo dei Mulini che, in quel momento, era pieno di muratori, calcinacci e colpi di martello. Paolina resistette solo due giorni poi partì per Napoli promettendo di tornare quando la sua salute fosse stata migliore e la casa silenziosa.

Ritornò all’Elba il 1° novembre 1814 per portare al fratello la sua tenerezza e il suo sorriso chiaro e luminoso. Dovette adattarsi ad una vita più sobria di quella a cui era abituata: si trattava di una Corte d’esilio e la sua era una famiglia su cui era passata la disgrazia. Le serate ai Mulini, alle quali presiedeva Madame Mère, erano letargiche e monotone, fatte di partite a scacchi, giochi di carte o di domino. Di solito l’Imperatore si ritirava alle nove precise e, nel momento in cui la pendola batteva le ore, lui si alzava, si avvicinava al pianoforte e batteva sui tasti con l’indice solo due o tre note. Finito il concerto, salutava e spariva.

L’arrivo di Paolina a Portoferraio segnò l’inizio di grandi cambiamenti. Amava follemente i balli e i ricevimenti e nonostante tutte le restrizioni imperiali, si mise d’impegno per trasmettere tutta la sua gioia di vivere. Rivoluzionò ogni cosa, spostò mobili e quadri riuscendo a trasformare la monotonia che aveva trovato in qualcosa di sfarzoso. Organizzò spettacoli teatrali nella sala a piano terra del Palazzo dei Mulini dove ufficiali e sottufficiali volenterosi si prestavano a turno come attori. Riuscì a trovare attrici persino fra le sue dame di compagnia.

Fu allora che, per spirito di emulazione, anche Portoferraio volle avere il suo teatro. Una chiesa abbandonata, utilizzata come magazzino militare, venne trasformata a tale scopo e le famiglie più ricche della città fecero a gara per comprare i palchi e diventarne proprietari a vita, pagando così il costo della trasformazione.

Napoleone lasciò l’Elba il 26 febbraio del 1815; Lapi, Governatore dell’Elba e Ciambellano di S.M. l’Imperatore, due giorni dopo riferì agli Elbani le sue ultime parole: “io parto dall’Isola d’Elba e sono estremamente soddisfatto della condotta dei suoi abitanti; non posso dare loro una prova di fiducia più grande di quella di lasciare mia madre e mia sorella alla loro custodia”.

Paolina si trattenne all’Elba fino al 2 marzo 1815, quattro giorni in più del fratello e morì a Roma quattro anni dopo di lui.

Testi consultati – Giovanni Livi Napoleone all’Isola d’Elba – Fratelli Treves, Editori – Milano, 1888; Paul Gruyer Napolon Roi de l’Ile d’Elbe – Librairie Hachette et C – Paris, 1906; Vignettes et portraits pour le Consulat et l’Empire – Furnet et C. Éditeurs –Paris 1845; Vincenzo Mellini Ponce de Leon Napoleone I° All’Isola d’Elba –Leo S. Olschki Firenze,1962; Napoléon, Souverain de l’île d’Elbe. Mémoires de Pons de L’Hérault

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