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Fantasy: “La lama di Fuoco”- 12° puntata

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Quando arrivarono in prossimità del villaggio, o almeno quello che lei aveva ritenuto tale, vide stagliarsi dinanzi a lei alte pareti di roccia; queste erano formate da lunghe colonne larghe un metro e messe una accanto all’altra senza lasciare che nemmeno un capello potesse passare tra loro.

Infilate nel terreno per diversi metri, svettavano verso l’alto per circa una trentina  di braccia; la porta era incastonata in un arco, anch’esso di roccia, e regolata da tutta una serie di congegni idraulici, una vera e propria opera d’arte degna della migliore ingegneria dei Nani. Quando Ailis varcò l’ingresso, si accorse di essere appena entrata in una grande e maestosa città a tutti gli effetti.

«Benvenuta nella città di Aonas, la città dei Druidi, figlia mia» le disse con orgoglio suo padre.

Non appena furono dentro, una moltitudine di individui, delle razze più diverse, si fece loro incontro per accoglierli e fare festa alla nuova venuta.

Una bellissima donna appartenente alla razza degli Elfi chiese a Nifall: «è lei? è tua figlia?».

«Sì» rispose la madre di Ailis con profonda gioia e commozione. Ailis notò subito con quale riverenza tutti i presenti salutassero suo padre, comprendendo che egli dovesse ricoprire un ruolo molto importante all’interno della comunità.

«Padre… sei tu che comandi qui?».

«Sono il Capo del consiglio, ma se vuoi farla più breve… sì, la città è sotto il mio comando e non solo essa, ma anche il Gra n Consiglio dei Druidi».

Terminato di parlare con la figlia, Lucas chiamò a sé un giovane appartenente alla razza degli Uomini.

«Georg, vai immediatamente nella Sala Divinatoria e manda un messaggio urgente a tutte le razze. Il Consiglio  di Myar si deve riunire il più in fretta possibile, attendi tutte le risposte e poi torna qui a riferire. Devi dire loro che hanno cinque giorni per venire, non abbiamo un secondo da perdere. Io avviserò tutti gli altri membri presenti in città».

«Sì Lucas, sarà fatto».

Il giovane druido corse via come il vento, tutto preso dal suo nuovo e importante compito.

«Padre, come farà a comunicare con le altre razze?» domandò una stupita e, al tempo stesso, frastornata Ailis.

«Con la magia. Al contrario del Regno di Tarlach, qui usiamo la magia come un prolungamento fisico delle nostre capacità. Tutti coloro che la possiedono la usano; è una normale conseguenza del nostro essere. So che tuo nonno ti ha erudito in tutt’altro senso, ma c’è uno scopo preciso se ha agito così. Con il tempo lo comprenderai. Per il momento devi solo avere molta pazienza. La cosa più importante, adesso, è capire quanto tempo abbiamo noi, prima che il Signore Oscuro riesca a trovare un varco nelle nostre difese e decida di attaccarci».

«Padre, quando sarai libero un momento devo parlarti seriamente di una cosa».

L’espressione estremamente seria della ragazza fece subito capire al Sommo Druido che sua figlia aveva già conosciuto la magia della spada.

«L’hai usata… non è vero?».

«Sì. Contro un Aisling. è successo tutto così rapidamente da non farmi comprendere cosa stessi facendo. Ero in preda al suo potere e questo mi spaventa. Poi il nonno mi è venuto in aiuto, o almeno così credo, e sono riuscita a riporre nel fodero quella lama maledetta. è tanto grave padre?».

«Solo se il nostro nemico è riuscito a percepire l’uso di quella immonda magia. In quel caso saremmo nei guai seri, ma anche su questo avremo una risposta in breve tempo. Adesso non ti preoccupare figlia mia, per il momento sei al sicuro qui con noi, con la tua famiglia».

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