Home Società Sanità Batterio New Delhi all’Elba. “Preoccupati? Ci fidiamo dei medici”

Batterio New Delhi all’Elba. “Preoccupati? Ci fidiamo dei medici”

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All’ingresso dell’ospedale di Portoferraio c’è un paziente che prende una boccata d’aria. E’ in compagnia di una parente. Lo sguardo cade subito su quel titolo del giornale. In prima pagina leggono dei tre casi di New Delhi nel nosocomio elbano. Lo aprono. Eppure la situazione, in qualche modo, era già sotto gli occhi attenti di chi nelle stanze di questo edificio ci vive tutti i giorni. “Da un po’ di tempo, in effetti, ci siamo accorti che c’era qualcosa di strano. Tutti quei medici, con addosso un abbigliamento diverso dal solito, che, frequentemente, entrano ed escono dalla stanza che si trova proprio di fronte alla mia”. Il reparto è quello di Medicina. E il caso di cui parla l’uomo è proprio uno dei tre pazienti portatori del ceppo batterico segnalati all’Ospedale di Portoferraio. Nessuno stato di agitazione, però, nel nosocomio elbano dove, assicurano i medici, la situazione è sotto controllo e non c’è da temere nulla. “Ho visto in che modo i dottori stanno gestendo questa situazione – ci racconta ancora -. Mi sembrano molto scrupolosi. Bardati dalla testa ai piedi con abbigliamento di protezione. Lavano le mani frequentemente e prestano molta attenzione affinché la porta della stanza sia sempre chiusa. Probabilmente per evitare che questo microrganismo resistente possa contagiare altra gente ricoverata”. Queste, d’altronde, sono le procedure rigide e dettagliate che la Regione impone agli operatori sanitari per gestire situazioni di isolamento. E che, in qualche modo, diffondono un timido senso di fiducia nei pazienti che attualmente sono ricoverati. “Io sono tranquillissimo – chiosa l’uomo prima di ritornare nella sua stanza -. Mi fido, ci fidiamo, dei dottori. Anche perché, leggiamo che le possibilità di contagio sono pressoché nulle, dato che il batterio aggredisce persone già debilitate”.

Ed è questo, tutto sommato, il clima che si respira all’indomani della notizia, riportata dal Corriere Elbano, che parla di tre contagi da “batterio killer”. Il microrganismo resistente agli antibiotici, New Delhi, che in Toscana, lo ricordiamo, ha portato alla morte di 31 persone in poco meno di un anno. “Non sono preoccupata – ci dice un’altra signora che in questi giorni si trova sotto osservazione all’ospedale di Portoferraio in attesa di essere trasferita a Livorno – Per quanto mi riguarda, nessun tipo di allarme”. “Non sapevo ancora che il batterio fosse arrivato all’Elba – ci spiega una donna fuori dal pronto soccorso – Ma stiamo parlando di una circostanza che per me, che vengo qui in vacanza – non è per niente nuova. I medici dicono che la situazione è sotto controllo? Io mi sento rassicurata da queste parole. Anche perché, non potremmo fare altrimenti. Gli esperti sono loro”.

Eppure, un sottile filo di preoccupazione nelle parole di chi deve mettere piede all’interno dell’ospedale per far visita ai parenti ricoverati si percepisce nella loro voce. “Voglio sperare che quello che dicono i dottori corrisponda al vero – parla un uomo che sta per entrare all’interno del nosocomio – Ma un minimo di ansia c’è sempre. Sai, quando si parla di malattie la gente ha comunque paura. Speriamo che si tratti di una situazione che, effettivamente, può essere controllata”.

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