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Simona Pellegrino: «Quanto è bello il mondo a testa in giù»

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Gli alberi non sono uguali per tutti. Non per Simona, almeno. Che da quattro anni a questa parte ha battezzato il suo eucalipto tra i tanti arbusti che si ergono in mezzo al verde delle Terme di San Giovanni.

E il motivo è legato al fatto che la posizione e i rami di quell’albero consento a Simona di poter praticare all’Elba la sua disciplina preferita. Parliamo dell’acrobatica aerea su tessuto. Una normalissima esibizione di danza, se non fosse che la ballerina in questione è sospesa in aria e che le altezze vertiginose che si possono raggiungere rendono la coreografia adrenalina e più spettacolare. Dopo aver studiato danza nella sua Portoferraio, Simona Pellegrino, 31 anni tecnologa alimentare, pratica questa disciplina da quando ha visto la sua prima coreografia “aerea” a Firenze, durante un evento culturale, cinque anni fa. Ed è proprio lei una delle prime, l’unica elbana sicuramente, ad averla fatta conoscere sull’isola. Merito, anche, della sua ex insegnante di danza, Silvia Bertani, che le ha consegnato il palcoscenico in occasione degli spettacoli che Danza Mania ha portato al Teatro dei Vigilanti. «Ricordo ancora quel giorno in cui, un po’ per scherzo, proposi a Silvia e Nicola di esibirmi in una mia coreografia all’interno del loro spettacolo – racconta Simona – Si dimostrarono, entrambi, entusiasti. Così, mi misi subito al lavoro su una esibizione da portare in teatro».

Da quel momento sono trascorsi diversi anni. La passione per questa disciplina immagino sia cresciuta nel tempo…

«Non l’ho più abbandonata. La voglia di migliorare e crescere in questo sport, conosciuto da molti anche grazie ai telnet in televisione, è tanta. E poi, devo ammettere che in parte l’acrobatica aerea ha condizionato il modo in cui guardo certi luoghi».

Cioè?

«Tutte le volte che entro in un edificio che non conosco, la mia testa è rivolta all’insù. L’altezza è una delle poche condizioni necessarie per poter praticare questo sport. è come se cercassi il posto perfetto per un’esibizione all’interno di qualunque posto mi imbatta».

E all’Elba hai trovato il tuo posto perfetto per allenarti?

«Quando quattro estati fa, mentre ancora stavo ultimando i miei studi tra Pisa e Firenze, sono tornata sull’isola per una stagione lavorativa, avevo l’esigenza di continuare i miei allenamenti. Non ti nascondo che mi sono subito messa alla ricerca della mia “palestra” naturale, non essendoci all’Elba un posto al chiuso che facesse al caso mio. Ho visitato diverse pinete fino a quando non ho trovato quell’eucalipto all’interno delle Terme di San Giovanni. Albero adatto alle mie necessità. Posto incredibile, da un lato la vista del Colle Reciso e dall’altro lo sguardo sul porto. Insomma, una palestra inusuale».

Dove ti piacerebbe esibirti?

«Sicuramente alla Linguella a Portoferraio. Di location particolari da riscoprire anche attraverso questa disciplina ce ne sarebbero davvero tante. Parlo delle fortezze, l’anfiteatro di Rio Marina, ma anche diversi luoghi a Marciana o a Campo che magari non si affacciano direttamente sul mare, ma che per le loro altezze possono rendere particolare un’esibizione del genere».

Non ti fa paura l’altezza?

«No, anzi. Quando mi trovo a sei o sette metri da terra, so di potermi assicurare un panorama unico. E poi, sono sprezzante del pericolo e delle situazioni estreme. Per rendere l’idea, quando ero in Erasmus a Valencia, io e le mie amiche attaccavamo i nostri tessuti ai ponti sul fiume che attraversa la città. Quando ti ritrovi a testa in giù, tieni il fiato sospeso ma sai di essere al sicuro, di non poter cadere».

Immagino non sia uno sport per tutti…

«E invece no. Sono riuscita a far salire sul tessuto anche mia mamma che ha 68 anni».

Hai già messo in programma l’idea di portare stabilmente questa disciplina all’Elba?

«Sì, mi piacerebbe creare uno spazio artistico, ma anche una rete che possa portare qui artisti, spettacoli e workshop. Prima, però, vorrei continuare a lavorare per migliorarmi. Mi rendo conto che sullo Scoglio non esiste ancora una cosa del genere. Anche se ultimamente sono riuscita ad esibirmi in giro per l’Elba o all’interno di qualche manifestazione. E ogni volta, chi ha l’occasione di vedermi resta affascinato. Non sai quante mamme hanno già provato ad affidarmi le loro bambine».

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