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Ido Alessi e la sua gente di paese

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Chi ha assistito alla partita di calcio tra Rio Marina e Rio nell’Elba, negli anni del dopoguerra, racconta di un incontro epico. Colpa di quel risultato che segnava un pareggio storico. Praticamente, al limite del surreale.

Se non altro perché in campo si fronteggiavano due compagini, l’una piuttosto strutturata – il Rio Marina – e l’altra talmente in difficoltà da non avere nemmeno un pallone degno di questo nome – Rio nell’Elba. Tant’è che, poco prima del fischio d’inizio, “le nonne furono reclutate a sferruzzare calzettoni mentre alcuni parastinchi vennero ricavati disfacendo vecchi pettorali degli asini da tiro”. Lo racconta, insieme ad altre storie, Ido Alessi (nella foto), ispettore provinciale del lavoro a Pavia, che a partire dal 1966 ha fatto conoscere al resto dell’isola la sua “gente di paese” in una rubrica che occupava la terza pagina del Corriere Elbano e che oggi, invece, compone uno dei suoi ultimi libri.

«Il direttore del giornale, il professor Alfonso Preziosi era anche preside del Liceo ginnasio di Portoferraio che ho frequentato – ricorda Alessi -. Fu proprio lui a chiedermi di scrivere dei racconti sul paese di Rio da inserire all’interno del periodico. Ne scrissi quindici, ma soltanto dodici furono pubblicati. Tra questi, anche la storia di quella partita storica tra Rio Marina e Rio nell’Elba che terminò con un’invasione di campo per il risultato inaspettato».

I suoi sono racconti di fantasia, ispirati a fatti veri. Ido Alessi parla della sua gente, di persone conosciute nel suo cammino di vita, di luoghi dell’Elba. Come l’Enfola. Il suo luogo. Quello in cui, in un altro dei suoi libri, immagina di incontrare un gabbiano che «tutte le mattine viene a trovarmi per raccontarmi la storia di questo luogo. Qui dove si sono incrociate le vite di tanti marinai, dove una colonia di oltre cento gatti ha intenerito perfino una donna milanese e dove anche Montanelli è stato in visita».

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