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Cinque euro l’ora per lavorare in pronto soccorso. Cifre ridicole che i medici dell’ospedale di Piombino non vogliono, giustamente, accettare. E, difatti, dalla prossima settimana potrebbero andarsene. Seguiti da quelli di Cecina e di Castelnuovo Garfagnana. Che ricadono tutte sotto la fredda ala dell’Azienda Usl Toscana nord ovest.

Chissà se erano queste le “misure straordinarie” di cui parlava la Regione Toscana nella delibera n.570 da mettere in atto “per affrontare la situazione di grave sofferenza di organico del personale medico di Pronto Soccorso” e “garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza nell’ambito del sistema regionale di emergenza urgenza, vista l’estrema carenza di specialisti del settore“.

Paghiamo un professionista che deve salvare delle vite meno della signora che viene a stirarci le camicie, e poi ci sorprendiamo del malessere generalizzato nella Sanità, della frustrazione e, sì, anche dello scarso attaccamento al lavoro della categoria?

I medici del PS di Piombino sono del 118, legati all’ASL da una convenzione che prevede il loro impiego sulle ambulanze e, su base volontaria, anche al pronto soccorso per sopperire alla mancanza di organico. Se andassero via, il pronto soccorso collasserebbe. Certo, possiamo fare appello al loro senso di responsabilità, ma quando è troppo è troppo.

E per farvi capire meglio con chi hanno a che fare questi poveri medici (nel vero senso della parola) basta leggere le dichiarazioni rilasciate al Tirreno dal direttore generale dell’ASL Maria Letizia Casani che ha addirittura parlato di un “ricatto”: «I medici – dice – non possono mettere in atto un’azione del genere, perché sarebbe interruzione di pubblico servizio e noi non possiamo accettarlo. Finché non troveremo un accordo dovranno continuare l’attività. Non possiamo lasciare i cittadini senza medici. Non cederemo ai ricatti».

E poi rilancia: «Abbiamo fatto proposte aggiuntive, vale a dire un pacchetto di ore con un compenso che arriva fino a mille euro circa al mese in più. Non so quale sia l’aspettativa di questi medici ma a me mille euro non sembrano pochi» ha dichiarato la dirigente che qualche anno fa è finita sul giornale (leggi qui) proprio per il suo stipendio: più di 130mila euro l’anno. A noi non sembrano pochi…

 

 

 

 

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