CONDIVIDI

Il sindaco di Campo nell’Elba, Davide Montauti, si è lamentato su Facebook del fatto che il Corriere Elbano non abbia ancora pubblicato la lettera di precisazioni inviataci da Alessio Leoncini, presidente della cooperativa Arnera, sul nostro articolo su Pianosa (clicca qui).

Il sindaco però non sa che, subito dopo aver ricevuto quella mail, abbiamo contattato la cooperativa. Sia al telefono, sia tramite mail – una proprio a quella personale del signor Leoncini – per contestare quanto scritto dal presidente di Arnera. Ma dopo tre telefonate e due mail, non abbiamo avuto la fortuna di parlarci.

Ad ogni buon conto, non avendo nulla da nascondere, ecco cosa ci aveva scritto il signor Leoncini nella sua nota:

***
Abbiamo evitato finora di intrometterci in discussioni e polemiche che dilaniano Pianosa senza tregua, ma di fronte alle ultime affermazioni pubblicate, è doveroso dare conto del nostro lavoro, nel rispetto in primis di chi ci ha dato fiducia, i clienti – di chi lavora seriamente ogni giorno con noi, dell’Amministrazione Comunale che ci ha affidato i propri beni.
Abbiamo scelto fin dal primo giorno di apertura, in linea con le disposizioni comunali, di utilizzare materiali in PLA (Acido polilattico o polilattide è un biodegradabile, termoplastico, poliestere alifatico derivati da risorse rinnovabili, come l’amido di mais (negli USA) o canne da zucchero (resto del mondo); quindi cannucce per le bibite, piatti, bicchieri, posate, contenitori per il take away sono stati acquistati tutti in PLA sia da commercianti elbani che del continente, come documentato da fatture e bolle di consegna.
Abbiamo deciso di togliere tutte quelle bibite in contenitori in brick, inserendo solo lattine o vetro; anche per l’acqua minerale siamo tornati al vecchio sistema del vetro a rendere che importa un lavoro più complesso e articolato di stoccaggio e controllo, nel quale siamo però aiutati da un fornitore elbano serio e affidabile. Utilizziamo quindi l’acqua in vetro per il bar, il ristorante e per riempire le borracce dei turisti; rimane un unico punto che stiamo cercando di risolvere, ovvero le bottiglie da mezzo litro per le quali la soluzione vetro non è adatta, perché pericolose da trasportare nelle escursioni o in spiaggia. Le aziende che normalmente installano e forniscono erogatori di cui siamo già clienti in altri nostri servizi, hanno rifiutato la fornitura su Pianosa per i maggiori costi di logistica che dovrebbero sostenere; stiamo cercando di dare soluzione al problema. Comunque questi cambiamenti hanno ridotto l’utilizzo della plastica di un 80%. Plastic-free è prima di tutto una consapevolezza che ognuno di noi deve acquisire, un processo di cambiamento che dovrà modificare la nostre abitudini quotidiane, anche sulla spinta di Comuni virtuosi come Campo nell’Elba. Per quanto attiene l’applicazione della TARI, la nostra attività ne è soggetta come le altre dell’Isola d’Elba.
Merita una risposta anche l’accusa di non utilizzare prodotti a KM0, La cooperativa ha concordato con gli Orti di Pianosa, gestiti dall’Amministrazione Penitenziaria, la fornitura continuata della loro produzione per tutto quanto il periodo di attività. Non abbiamo guardato all’eventuale differenza di prezzo con fornitori più grandi, privilegiando il sostegno di un progetto importante nel quale si impegnano gli Assistenti Penitenziari e lavorano detenuti; acquistiamo su Venturina e sull’Isola d’Elba solo frutta e quella verdura non prodotta a Pianosa, nel rispetto comunque del concetto anche normativo, del KM0.
Ci piace anche ricordare a tutti che dietro alla gestione del bar, del ristorante e dell’albergo sta una sfida importante, quella del recupero di persone normalmente ai margini della società, con una equipe mista che quotidianamente impara a lavorare insieme. Per questo ringraziamo il Direttore e l’Area Educativa del Carcere di Porto Azzurro che sostengono e accompagnano il progetto.

Distinti saluti
Il Presidente
Alessio Leoncini
***

Ed ecco quanto il Corriere Elbano avrebbe replicato se il signor Leoncini avesse avuto la buona educazione di farsi trovare o quantomeno di rispondere:

– Lo scorso 28 agosto, alla “Cena delle stelle“, sui tavoli apparecchiati per le 150 persone persone presenti (più i clienti dell’albergo) c’erano posate e bicchieri che avevano tutta l’aria di essere in plastica monouso. Idem al buffet, dove venivano distribuiti piatti dall’aspetto poco biodegradabile. Non mettiamo in dubbio che abbiate comprato quelli in PLA, ma non è che prima state smaltendo le scorte di quelli in plastica non riciclabile?

– Quanto ai prodotti km zero, siamo lieti di sapere che a Pianosa si coltivino piante di ananas e melone. Perché le casse che abbiamo fotografato sulla nave che arrivava sull’isola contenevano questo tipo di frutta che in genere cresce altrove. Ma con questi cambiamenti climatici, non si può mai dire, eh?

– Per concludere, affermare di “essere soggetti alla Tari” non significa poi pagarla. È possibile vedere una ricevuta?

Bene. Ecco la nostra controreplica. Questo perché il Corriere Elbano non è una buca delle lettere, a differenza di altri media che mettono subito online qualunque comunicato gli arrivi via mail senza fare la fatica di capire cosa c’è dietro.

 

CONDIVIDI

1 COMMENTO

  1. e quella del corriere elbano sarebbe una controreplica?? piacerebbe anche a me sapere chi e cosa c’è dietro a questa sfilza di banali illazioni!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here