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“Cosa vuol dire essere scuola in un’isola?”

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Cosa vuol dire essere scuola in un’isola? Quali criticità e quali opportunità? Come si può essere protagonisti nei percorsi di formazione delle giovani generazioni e quale contributo può giungere dal territorio? Come aprire la scuola al contesto, renderla più inclusiva, luogo di incontro, e capace di promozione culturale e di integrazione? Sono alcune delle domande a cui si cercherà di rispondere nell’incontro che si terrà lunedì 9 settembre alle ore 15 nell’Aula Magna della sede del Grigolo.

L’incontro è stato promosso dal dirigente scolastico del “Foresi” Enzo Giorgio Fazio e ha per titolo:”Dal territorio alla scuola – Dalla scuola al territorio”. Sono stati invitati, fra gli altri, sindaci e gli assessori all’Istruzione dei comuni elbani, dirigenti scolastici e dei servizi amministrativi, presidenti dei consigli di istituto, rappresentanti delle associazioni di categoria e di altre associazioni che collaborano a progetti scolastici, imprenditori e ricercatori. “Questa iniziativa – spiega il preside Enzo Giorgio Fazio – nasce dalla convinzione che l’Isola d’Elba, come il resto d’Italia, ha bisogno di una scuola capace di interpretare e intercettare il territorio al quale afferisce, di farsi promotore di istruzione e formazione, ma anche di visioni, idee e progetti. Il tavolo tecnico che ho proposto servirà per dare un contributo alla costruzione e all’implementazione di una comunità scolastica elbana coesa e ben orientata al fine di rappresentare, presso le sedi istituzionali e politiche competenti, le legittime istanze della scuola elbana”.

E molto opportunamente il preside Fazio ha aperto il suo invito con le parole che il Presidente della Repubblica Mattarella ha pronunciato proprio un anno fa a Portoferraio: “Da questa bellissima isola, che è un vanto del nostro Paese, voglio inviare un saluto speciale, non soltanto ai bambini e agli studenti di Portoferraio e dell’Elba, ma a tutti coloro che vivono nelle piccole isole, nelle aree interne, nei piccoli centri lontani dalle metropoli. L’Italia è bella e ammirata nel mondo anche perché la sua identità si è formata nella molteplicità dei territori, delle comunità, delle storie. Tutti i territori, così come tutti i cittadini, fanno parte della Repubblica e hanno gli stessi diritti e fanno fronte agli stessi doveri. Le istituzioni, che chiedono, legittimamente, il rispetto dei doveri, hanno l’onere di assicurare a tutti, ovunque, le stesse opportunità”.

 

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