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Elba Isola Musica d’Europa, il programma della settima giornata

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Chamber Orchestra of Europe

Settima giornata per il Festival “Elba Isola Musicale d’Europa”. Questa sera alle 21.15 la Chiesa di Santa Chiara a Marciana Marina ospita un concerto – a ingresso libero – che vede protagonisti cinque musicisti: Maria Bader-Kubizek, Aki Saulière (violini), Pablo Hernàn Benedí (violino e viola), Béatrice Muthelet (viola), Raphael Bell (violoncello).

Il programma, che spazia tra Settecento, Ottocento e Novecento, presenta un brano solistico e due composizioni di musica da camera. Il concerto si apre con la Suite per violoncello solo n. 1 BWV 1007 di Johann Sebastian Bach, che verrà interpretata da Raphael Bell. In queste celebri sei Suite – che costituiscono la base della letteratura dedicata al violoncello – si concentrano in un solo strumento un’incredibile qualità e una straordinaria varietà di tecnica e di invenzione, di gioco e di spirito, di razionalità e di poesia. Furono composte da Bach verso il 1720 a Köthen, quasi contemporaneamente ad altri capolavori da camera. Determinante per la nascita di queste opere di altissima specializzazione strumentale fu la disponibilità a Köthen di suonatori di grande abilità, tra i quali il violoncellista Christian Bernhard Linigke, probabile destinatario ideale della raccolta. Si prosegue con un brano di raro ascolto, la Sonata per due violini op. 56 di Prokofev, scritta nel 1932. La composizione – che sarà eseguita da Aki Saulière e Pablo Hernàn Benedí – rappresenta lo stato d’animo del compositore alla vigilia del suo ritorno in Unione Sovietica dopo quindici anni di assenza. Temi chiari e cantabili si alternano ad armonie aspre, a passaggi bitonali e ad atmosfere di fredda malinconia. In conclusione verrà proposto dagli interpreti al completo il Quintetto per due violini, due viole e violoncello op. 97 di Dvořák, scritto nel 1893 nel periodo “americano”. Nella composizione ci sono tracce del folklore indiano, i ritmi del blues, le scale e gli intervalli caratteristici, ma non mancano nemmeno le origini ceche, le intonazioni, i ritmi danzanti e la malinconia slava. Il clima generale dell’opera è piacevole, rilassato, senza conflitti, quasi pastorale e rispecchia probabilmente la buona accoglienza ricevuta dal compositore al suo arrivo negli Stati Uniti.

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