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Dissalatore, la Commissione Europea valuterà la denuncia del Comitato del No

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La Commissione Europea ha accettato la segnalazione che Italo Sapere ha inviato sul dissalatore di Mola. Ed è lo stesso presidente del Comitato contrario alla costruzione dell’impianto a renderlo noto.

Sostanzialmente, la richiesta fatta a Bruxelles è quella di valutare se il progetto non abbia rispettato determinate regole previste dalla legislazione nazionale ed europea, così come il Comitato ha motivo di credere. Prima su tutte, la valutazione di incidenza ambientale che, spiega Sapere, “è prevista per le aree contigue alle zone protette come quella di Mola”.

Cosa succederà adesso? La struttura deputata della Commissione Europea avvierà una sorta di indagine per vederci chiaro sulla questione. Certamente, il prossimo passo sarà quello di mettersi in contatto con la Regione Toscana.

Una procedura che dovrebbe durare pochi mesi. Quanto basta per capire se sul progetto è stata commessa un’infrazione oppure no. Nel primo caso, la Commissione sanzionerà la Regione Toscana, intimando allo stesso tempo lo stop alla realizzazione dell’impianto. Oppure ancora, potrebbe chiedere che sia fatta la valutazione di incidenza ambientale. Ma, su questo punto, Sapere è certo: “Qualunque studio credibile non potrà permettere che si continui a costruire il dissalatore in quella zona”.

Intanto, i lavori sono ancora fermi. E le sorti del dissalatore dipenderanno dalla sentenza del Tar che dovrà pronunciarsi sui due ricorsi presentati da Comune di Capoliveri (dopo che l’Autorità Idrica Toscana ha ignorato la richiesta della sospensione del progetto fatta dall’amministrazione comunale) e Autorità Idrica Toscana (intenzionata ad ottenere l’annullamento della sospensione dei lavori chiesta dal Comune).

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