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Caro direttore,
Sono un ragazzo di 21 anni che ha trascorso qui i mesi estivi e che per la prima volta ha mirato con stupore e soggezione la dolce armonia e l’enorme fascino della natura elbana.

Un luogo ricco di storia e di tradizioni, di altissima bellezza e di beata tranquillità, un dono unico, meraviglioso, concesso a noi uomini dalla somma bontà del creato.

Un sentito ringraziamento anche a coloro che si mobilitano per permettere ai turisti di vivere questo spettacolo e di trascorrere qui il tanto atteso periodo feriale.

Mi duole ammettere però che a molti giovani questi temi non importano affatto. Essi non si curano delle norme sociali e non sembrano minimamente interessati al rispetto dell’ambiente e del benessere comune.

Non sembrano mirare ad altro tranne che a uno sfrenato divertimento egoistico, rapiti dall’alcool, sfogano i loro impulsi vandalici, danneggiano l’Isola e coloro che cercano quiete e relax.

La spiaggia di Marina di Campo ad esempio, al termine degli eventi, è piena di plastica e spazzatura di ogni tipo.

Interrogando alcuni e chiedendo spiegazioni a riguardo, la risposta che mi veniva data era la seguente: “tanto ci pensano quelli del comune” .

Al ritorno dai locali notturni le scene sono più o meno identiche; urla, schiamazzi, lancio di bicchieri e molto altro. Qualcuno in preda all’alcool rovescia i cestini facendo infuriare gli addetti alla pulizia (giustamente), altri invece, si mettono alla guida dei carrelli della spesa della Conad.

Mi rincresce molto riportare queste fredde considerazioni e criticare i miei coetanei e i ragazzi più giovani. Non sono contrario al divertimento ma lo ripudio fortemente quando sfocia in simili atteggiamenti.

Ma poiché evidentemente non vi è nessuna misura finalizzata a tutelare questi comportamenti, ritengo che la colpevolezza non risiede unicamente nei ragazzi.

Dunque mi domando se il Comune vorrà prendere provvedimenti e proibire in qualche modo la vendita di alcolici oltre una determinata fascia oraria. Allo stesso modo i responsabili delle discoteche dovrebbero dare più cuore al problema anziché al profitto.

Si potrebbero poi schierare unità delle forze dell’ordine nei punti più delicati, anche in borghese, oltre che in divisa.

E infine, se mi posso permettere, una sana sensibilizzazione da parte di genitori nei confronti dei figli sul tema dell’ambiente e del rispetto comune.

Porre l’interesse personale prima del benessere collettivo è un atto subdolo. A pagarne le conseguenze è quest’Isola che con inesauribile clemenza ci ha accolti nel suo regno, così sommo e così meraviglioso. Rispettiamola.

Affettuosi saluti
Roberto, un umile cittadino europeo

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