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Malasanità all’Elba? La lettera aperta del dottor Mellini sulla cardiologia locale

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Dopo il caso di malasanità denunciato dal Corriere Elbano (leggi qui) c’è stata una levata di scudi per difendere l’indifendibile. Eppure, dopo l’iniziale indignazione, qualcosa ora si muove, seppur in punta di piedi.

Pur senza fare riferimento allo specifico fatto di cronaca da noi segnalato, il noto cardiologo Mario Mellini ha infatti inviato una lettera aperta ai giornali in cui ribadisce una verità incontrovertibile: “la cardiologia elbana – scrive – ha un organico insufficiente“. 

Nello specifico, sottolinea il fatto che l’ospedale, l’unico su tutta l’Elba, “non può rispondere alle esigenze di un’isola che è anche dedita al turismo, registrando in estate circa 300mila presenze al mese” (dov’è che l’avete già sentita questa? leggi qui)

“In altri ospedali della costa tirrenica, come a Piombino e a Cecina – continua Mellini – ci sono sette cardiologi in ciascuna di quelle strutture”. E ancora: “l’infarto è la prima causa di morte in Italia e al terzo posto ci sono i decessi a causa di aritmie ipocinetiche e in quest’ultima casistica si salvano vite, in molti casi, in 15 minuti applicando un pacemaker. Ma nel nostro ospedale attualmente non c’è nessuno che è in grado di fare tale intervento. I due cardiologi dell’organico attuale del nostro ospedale, pur essendo molto bravi e ben preparati per quanto riguarda la diagnostica e la terapia delle malattie del cuore, non sono in grado di coprire per 24 ore l’urgenza per un arresto cardiaco”.

Il dottor Mellini spiega di aver scritto svariate lettere ai sindaci dello Scoglio in cui, nell’indifferenza generale, sollecitava un intervento. Ma adesso forse qualcosa sta cambiando. Il sindaco di Rio, Marco Corsini, e quello di Portoferraio, Angelo Zini, sembrano infatti mostrare sincero interesse nella questione.

Avere una Unità di Terapia Intensiva Cardiologica a Portoferraio – spiega Mellini – potrebbe essere anche un risparmio delle spese ospedaliere con la riduzione del numero dei viaggi con l’elicottero. Con l’elisoccorso e la rete anti infarto si fa molto, ma talvolta i voli non sono possibili o si può arrivare in ritardo ad aiutare un infartuato“.

“Spero che i due sindaci portino le mie reiterate richieste di potenziamento della cardiologia, in seno alla conferenza dei sindaci e che quindi un giorno, non lontano, possano migliorare nel nostro ospedale tali aspetti” conclude Mellini.

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