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Sara è una giovane stilista che disegna capi bellissimi, in fibre naturali. Comodi e praticamente cuciti “su misura”. Come nelle sartorie di altri tempi. Durante la stagione invernale, vive e lavora a Milano, nello storico quartiere Isola. Quando arriva l’estate, invece, si trasferisce in un’altra isola: l’Elba, terra dei suoi bisnonni.

La valigia rossa che fa bella mostra di sé in vetrina, nel suo negozio di Marciana Marina, apparteneva infatti alla signora Giulia, nata a Portoferraio agli inizi del secolo scorso.  “Ereditata” dalla figlia Tina, nonna di Sara, è rimasta per anni sopra ad un armadio dove veniva custodita la biancheria per la casa. «Oggi, dopo tanto tempo, si sente ancora il profumo di pulito» racconta Sara, emozionata al ricordo della nonna. Fu proprio Tina a regalargliela quando la nipote le chiese dove potesse mettere gli abiti da lei disegnati, pronti per la sua prima sfilata. I vestiti erano pochi, la valigia molto grande. Ma la  nonna la rassicurò: «Col tempo la riempirai».

Com’è nata la tua passione per i vestiti?

«Nonna Tina cuciva e realizzava abiti per le mie bambole. Ma glieli disegnavo io! Eravamo una bella squadra. Crescendo, ho deciso di studiare moda e, ben presto, ho iniziato a lavorare per vari stilisti. Però ho sempre voluto creare qualcosa di mio: una linea che portasse il mio nome e che mostrasse al mondo il genere di donna che avevo in mente io».

E qual è la tua idea di donna?

«Una persona dinamica, ma pratica. Una donna che lavora e che, però, deve gestire anche degli impegni privati. E che deve essere sempre in ordine, da quando esce la mattina da casa, finché non rientra la sera.  Magari cambiando un paio di accessori per rendere lo stesso abito versatile, adatto a più occasioni»

Negli anni ‘60 i tuoi nonni si sono trasferiti dall’Elba a Milano, dove tu sei nata e cresciuta. Come mai questo “ritorno alle origini”?

«Molte delle mie estati da bambina le ho trascorse all’Elba, un luogo che comunque ho da sempre nel cuore. L’idea di aprire qui un negozio faceva ogni tanto capolino nella mia mente. Finché due mie amiche, di ritorno da una vacanza dallo Scoglio, mi hanno raccontato di aver visto alcuni negozi vuoti. Erano gli anni in cui prendevano piede i “temporary shop” e mi sono detta: perché non provare? Ho preso il negozio per un mese. E mi sono innamorata di Marciana Marina. Che, secondo me, è una delle piazze più belle di tutta l’Isola d’Elba. E questo è il terzo anno consecutivo che sono qui».

Dunque saresti dovuta restare solo un mese l’anno, ma alla fine ne rimani tre, da luglio a settembre. C’è la possibilità che il tuo negozio rimanga aperto anche durante l’inverno?

«Mi piacerebbe moltissimo. Avendo però un’attività a Milano, e gestendo tutto da sola, al momento è impossibile. Ma vorrei tanto riuscire a vivere qui almeno sei mesi l’anno: dopo averne lavorati tre, vorrei godere della bellezza e della libertà di quest’isola».

Vivendo a Milano, per molti sinonimo di “efficienza”, pensi ci siano alcune cose qui all’Elba che andrebbero affrontate con un approccio diverso?

«Io l’Elba la frequento da quando ero bambina. L’ho vista cambiare, evolversi. Tuttavia credo che il grandissimo potenziale del territorio non sia stato ancora adeguatamente valorizzato. Altrove ci sono località che hanno molto meno, in termini di bellezza, ma che tuttavia ottimizzano al massimo quello che hanno a disposizione. Con la giusta strategia e il giusto approccio sono convinta che qui si potrebbero fare meraviglie. D’altra parte nessun luogo al mondo ha le stesse caratteristiche dell’Elba. Questo è un posto davvero unico»

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