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Caro direttore,
è morto il mio amico Renato Bonacci, ex sottotenente degli Alpini, di 99 anni.

Di antica famiglia romana aveva passato la sua infanzia nella casa paterna di via Alessandrina, demolita per la costruzione di via dell’Impero. Da bambino il suo parco giochi erano stati i Mercati Traianei. Trasferitosi nell’attuale casa a S. Giovanni, a 14 anni era fuggito da casa con un amico per andare a piedi in Africa in cerca di avventure. Ripreso a Genzano, se l’era cavata con qualche schiaffone. Innamorato della montagna, si arruolò negli Alpini. L’8 settembre arrivò prima della sua partenza per il fronte.

Con lui e Romano Bartoloni abbiamo fatto escursioni in montagna per 25 anni. E indimenticabili vacanze all’Isola d’Elba per tanti altri. Lui aveva restaurato un vecchio rudere a Colle d’Orano, dove ora si è stabilito il figlio Guido ben conosciuto a Marciana Marina per aver gestito la bottega Cagliostro.

è stato il mio maestro di montagna (anche nelle scalate sul Capanne) e il fratello maggiore che non avevo. Tranquillo, sereno, flemmatico, era una miniera di ricordi storici. Il buffetto sulla guancia ricevuto da Mussolini, l’occupazione e la liberazione di Roma, le sue scalate. Fino a 94 anni ha camminato in montagna. Una persona straordinaria.

Pochi giorni fa, sentendo la morte avvicinarsi, ma con tranquilla lentezza, rispettando il suo carattere, ha detto alla moglie “ce vó er tempo che ce vó”.

Grazie Renato, ti ho voluto bene.

Ruggero Zucchi, Poggio

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