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Una regolare licenza rilasciata dal Comune per fare intrattenimento musicale. Diffida, revoche e ordinanze (da parte della stessa amministrazione) per un totale di sette provvedimenti nell’arco di poco meno di quaranta giorni. E una grana amministrativa che sta costringendo un noto locale dell’Elba a rimetterci pur di salvaguardare le sorti dei trenta dipendenti.

Una situazione vicina all’inverosimile che sta spingendo i gestori del Tinello, discoteca di Campo nell’Elba, a presentare un ricorso al Tar contro gli atti, ritenuti illegittimi, da parte dell’amministrazione guidata dal primo cittadino Davide Montauti, che starebbe rendendo impossibile il prosieguo dell’attività imprenditoriale con una serie di ordinanze che impediscono ad una discoteca di fare musica nonostante una licenza rilasciata in maniera regolare dallo stesso Comune.

Ma andiamo con ordine. Dopo un anno di fermo, il Tinello ha riaperto i cancelli lo scorso 29 giugno. E’ la società Blu Limit Srl (amministrata da Francesco Lascialfari) a prenderla in gestione, insieme al colosso pugliese “Musica e Parole”, leader nazionale nel campo dell’entertainment. L’inaugurazione avviene dopo un lungo periodo di contatti e confronti con il Comune e i competenti organi sul piano del rispetto dell’acustica. Peccato, però, che i problemi iniziano ad arrivare dopo poco tempo. Prima una diffida, da parte del Comune dal diffondere musica da discoteca. Poi la revoca, sempre da parte dell’amministrazione di Campo, di ben dieci deroghe concesse ai gestori del Tinello che avevano chiesto, così come previsto dalla legge regionale, concessioni particolari (musica fino alle 2,30 e volumi più contenuti fino alle 4,30) in vista di date con artisti nazionali e internazionali dal forte richiamo. Il motivo? Secondo l’amministrazione, come si legge nella revoca, una nota dei carabinieri di Campo secondo cui “il livello sonoro della musica che fuoriusciva dalla discoteca “Il Tinello” era particolarmente elevato”.  Da lì a breve il Comune concede un’altra deroga, questa volta non richiesta dai gestori, emettendo, dopo due giorni, una prima ordinanza in cui ordina alla discoteca “il rispetto (…) del limite orario delle ore 2,30 per tutte le emissioni sonore riferite all’intrattenimento musicale di discoteca con un comporto di 30 minuti, (…) durante i quali dovranno essere rispettati i limiti comunicati nel parere Asl” (che per inciso sono quelli riportati nelle deroghe concesse e poi annullate) e un secondo provvedimento in cui impone “il rispetto del limite orario delle 2,30 per tutte le emissioni sonore riferite all’intrattenimento musicale con un comporto di 30 minuti”. Cosa significa tutto questo? Significa che il Tinello può far ballare i suoi ospiti fino alle 2,30. Dopodiché è costretto ad abbassare progressivamente e spegnere la musica, pur potendo tenere i cancelli aperti fino alle 4,30 (come stabilisce la licenza). Tradotto, un danno economico non indifferente per il locale che l’altro ieri ha dovuto pubblicare un lungo post su facebook per spiegare come stanno le cose a chi, giustamente, ha espresso tutto il suo dissenso nel corso delle ultime serate.

Ecco perché il Tinello ha annunciato la decisione di presentare ricorso al Tar, impugnando i provvedimenti del Comune di Campo oltre che a chiedere risarcimento danni. Che non sono pochi. La perdita per il locale, stando a quanto riferiscono i gestori, potrebbe essere quantificata in circa 1 milione di euro da qui fino alla fine delle serate in programma. Senza considerare il fatto che “Musica e Parole”, che avrebbe continuato ad investire sull’isola (acquistando un grosso immobile e uno stabilimento) non ne vuole più sapere dello Scoglio. “Che direzione intende prendere l’Elba? Il turismo vuol davvero essere il volano dell’economia? – si chiede Giorgio Cuneo, consulente della Blu Limit Srl – A chi giova la chiusura del Tinello? E soprattutto, com’è possibile che un imprenditore decida di investire qui alla luce di un’incertezza amministrativa del genere? Questa è una vera e propria persecuzione da parte di un’amministrazione comunale nei confronti di un’attività che porta turismo di qualità e crea un grosso indotto”. Parole di rammarico anche quelle di Francesco Lascialfari (amministratore della Blu Limit Srl) che da Firenze è sbarcato sull’isola prima per curare l’immagine del New Mandel e poi per gestire un locale che dal 1981, come ci racconta Piero Murzi, fa ballare migliaia di ragazzi. “Non ho mai pensato – racconta – che potessero esserci problemi del genere. Evidentemente qualcuno non vuole incrementare il turismo giovanile o ha interessi di altra natura. Anche perché, non è ammissibile un atteggiamento del genere proprio in vista della settimana del ferragosto. Un vero peccato, perché mi sarebbe anche piaciuto poter prevedere una stagione invernale, seppur più ristretta in termini di serate”.

Intanto, in attesa che il Tribunale amministrativo emetta sentenza, il Tinello continuerà con il suo calendario di eventi, rispettando l’ultima ordinanza che impone il divieto di fare musica oltre le 2,30, con un comporto di 30 minuti. Nonostante le polemiche che nelle ultime ore stanno montando sui social. “Continuerò ad andare avanti – chiosa Lascialfari – perché sono innamorato di quest’isola. In questo momento, il mio interesse è quello di tutelare i miei dipendenti prima ancora del mio investimento”. Il futuro? Chi lo sa. Di certo, ragiona ancora Cuneo, “è inutile pubblicizzare l’Elba se poi qualcuno deve tappare le ali a chi vuole davvero promuovere quest’isola. Evidentemente il -40% di quest’anno riflette l’andamento di un territorio non concorrenziale e che disincentiva gli investimenti”.

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