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Caro direttore, ma per cosa la paghiamo la TARI?

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Caro direttore,

la questione TARI è spesso presa in considerazione sul suo giornale e per questo molti lettori, esasperati dalla pessima gestione della raccolta rifiuti, le sono grati. Tuttavia questi interventi sembrano impressionare poco la pubblica amministrazione e in particolare la partecipata ESA.

Personalmente mi sono vista aumentata la TARI da 570 a 617 euro, quasi del 10% tra il 2018 e il 2019. Una somma spropositata rispetto ai metri quadri che posseggo, seppur divisi in 3 appartamenti a Rio nell’Elba. Anche io, come il signor Francesco (Corriere Elbano del 1 luglio) pago in proporzione molto meno per la mia prima casa in provincia di Bergamo, dove i livelli della differenziata sono più alti. Ma il problema è che, a fronte di questi aumenti, il disservizio è massimo.

Le strade del paese, se si eccettua la piazza, non vengono spazzate con regolarità, gli operatori sono inesistenti o i rari che compaiono del tutto impreparati a svolgere il loro compito, i bidoni fetenti non vengono mai sostituiti con bidoni puliti (ho fatto foto che dimostrano le stesse incrostazioni a distanza di mesi), non viene svolta nessuna opera educativa o di sensibilizzazione per gli utenti che faccia loro comprendere l’importanza della differenziata e li renda più solidali nei confronti dei potenziali operatori.

A questo aggiungiamo anche che non esistono cestini dei rifiuti nelle strade principali di Rio (forse per evitare di svuotarli ?) e che i mezzi dell’ESA fanno danni alle murature delle case o alle porte nelle stradine strette del paese.

Mi domando dove finiscano le somme così rilevanti che paghiamo e a che cosa servano i nostri soldi, perché mi pare impossibile che quanto ricavato da questa tassa finisca direttamente al miglioramento di questo pubblico servizio. Mi dispiace, ma non credo affatto alle promesse della signora Solari la cui manifesta incompetenza mi pare evidente, visto che non fa neppure le cose indispensabili e che si potrebbero fare con relativamente poco impegno. A quando un bello sciopero fiscale dei non residenti?

La ringrazio molto dell’attenzione che il suo giornale presta a questo tema così importante per la salute e per l’ambiente.

Maria Ines Aliverti

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