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Caro Direttore,

Ho letto con attenzione l’editoriale del 15 Luglio di Francesco Comotti sulle strategie per il “turismo incoming” (leggi qui).

Io sono perfettamente d’accordo, la «promozione turistica è roba da professionisti» ma, e questo è il motivo della mia lettera, vorrei aggiungere una cosa che mi sembra importante: le destinazione turistiche (balneare o di montagna) sono numerose e quello che decide la scelta del turista è all’80% la qualità dell’ambiente e della bellezza del paesaggio.

Qualità dell’ambiente e qualità dell’accoglienza sono le due condizioni per le quali il cliente ritorna volentieri. Oggi l’ambiente è diventato parte fondamentale del prodotto turistico.

Certo l’Isola d’Elba è bellissima, ma ci sono ancora parecchie problematiche che riguardano l’organizzazione e il rispetto dell’ambiente: sacchetti di plastica, bottiglie, lungo le strade, ingombranti e calcinacci buttati intorno ai contenitori invece di essere portati in discarica comunale… gomme, elettrodomestici scaricati nei boschi…

Quest’inquinamento costituisce un grave danno per l’economia turistica. I rifiuti che sfuggono alla raccolta finiscono dispersi in natura e purtroppo per riversarsi in mare.

Gli appassionati di snorkeling lo possono confermare: in certi momenti si nuota in una “zuppa di plastica”.

Il mare, poco a poco riduce queste plastiche in micro particelle che vengono ingerite dai pesci, entrando nella nostra filiera alimentare, minacciando la nostra salute e quella degli animali.

Ogni anno, 500mila tonnellate di plastiche vengono disperse sui fondali e sulle spiagge del Mediterraneo.

Certo, a scuola, i bambini sono sensibilizzati su questi problemi e partecipano a raccolta di immondizie sui sentieri e sulle spiagge, ma come possono essere motivati vedendo le inciviltà praticate da certi adulti?

Davide Chiocca 
Cittadino residente da 15 anni a Rio Marina

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