CONDIVIDI

Ailis si trovava alle pendici della catena montuosa di Caral; era l’alba e il cielo, di un turchese sfumato sul celeste, aveva dei colori da mozzare il fiato. La neve presente sulle cime delle montagne rendeva tutto più candido e puro.

Ailis, adesso, doveva trovare il Passo di Deklan; ma non sarebbe stata una cosa semplice, il passo era celato agli occhi degli sconosciuti da un potente Incantesimo di Mascheramento.
Solo i Druidi, coloro che avevano eretto l’Incantesimo, o un potentissimo mago a conoscenza della formula magica, avrebbero potuto trovarlo ed oltrepassarlo.

La giovane maga era una di quelle fortunate persone; anche suo nonno lo era, ma in quel momento la speranza di Ailis era che Nioclas non avesse riferito a nessun altro la formula magica necessaria a rivelare il luogo del Passo di Deklan.

Utilizzando tutti i suoi sensi magici, Ailis si mise in cerca dell’inizio del sentiero giusto.

L’Incantesimo eretto dai Druidi aveva la facoltà di disorientare chiunque non fosse a conoscenza di quella particolare difesa magica. Uno sconosciuto che avesse intrapreso il cammino di quegli stradelli, dopo poco più di un’ora, si sarebbe ritrovato al punto di partenza, senza neanche capirne il perché.

Ailis impiegò diversi minuti, ma alla fine trovò il sentiero corretto, pronunciò la formula magica per smascherarlo ai propri occhi, quindi cominciò a percorrerlo; prima di arrivare al Passo sarebbero passati diversi giorni.

Il Passo di Deklan si trovava quasi esattamente sulla vetta della montagna, nel punto in cui la vetta della montagna vicina sembrava fondersi con la sua dirimpettaia.

I primi due giorni passarono senza particolari problemi, se non per la temperatura che andava calando man mano che l’altitudine cresceva. Per il mangiare Ailis risolse il problema accontentandosi di bacche, radici e frutti che trovò lungo il sentiero; ma presto, e questo lo sapeva sin troppo bene, la vegetazione sarebbe scomparsa del tutto, lasciandola in compagnia della sola e brulla roccia.

Niente più piante, o alberi, o cespugli e, quindi, neanche nessun tipo di disgustosa radice; queste, seppure avessero un sapore terribile, erano in grado, però, di dare un supporto energetico notevole, permettendo a chi le mangiasse di proseguire il cammino senza troppi problemi.

Aiutavano anche ad acclimatarsi all’aumento di altitudine, altra difficoltà da non sottovalutare; tutte queste informazioni Ailis le aveva apprese solo a livello teorico, adesso le stava sperimentando per la prima volta di persona e non di certo in una situazione di vantaggio.

Stava scappando da un nemico che non sapeva che aspetto avesse, rischiando di dover combattere contro avversari nascosti dietro ogni angolo. Ma il pensiero del nonno, che potesse essere ancora vivo, la teneva in forze e le dava la tanta agognata speranza di cui aveva un bisogno estremo in quel momento.

Dopo tre giorni di avanzata ininterrotta, se non per qualche sosta per dormire e riposarsi un po’, la sera iniziò a spirare un gelido vento da nord. Il giorno seguente ci sarebbe stata sicuramente una bufera di neve e ghiaccio e Ailis, purtroppo, non aveva gli indumenti adatti a quel tipo ambiente.

Memore degli insegnamenti del nonno, prima di intraprendere la scalata della parete, su cui si affacciava il Passo di Deklan, la ragazza si era procurata dei fogli di un particolare tipo di corteccia, le cui proprietà isolanti la avrebbero aiutata a sopportare il freddo in maniera diversa; senza di esse sarebbe morta congelata in meno di un’ora.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here