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L’assessore al Lavoro della Regione Toscana, Cristina Grieco: “Quando vado in vacanza all’Elba mi capita di mangiare nei ristoranti. Purtroppo fatico a trovare professionalità nel personale”. Aggiungendo, peraltro, che è “difficile trovare dei camerieri del posto”. Il “caso Elba”, raccontato sulle pagine de Il Tirreno a proposito di un problema che sta investendo la Toscana (e cioè il buco tra offerta e domanda di lavoro) in realtà non è nuovo al preside dell’Istituto Foresi, Enzo Giorgio Fazio. Perché proprio poche settimane fa, ci aveva pensato un ristoratore di Marina di Campo a “denunciare” la mancanza di forza lavoro locale, oltre che l’assenza di “un vero e proprio istituto alberghiero sull’isola”, perché “trovare personale stagione è un problema”. Verrebbe da dire, meno male. Forse ad un ragazzo lavorare quattro mesi all’anno non basta più. Forse è il caso che un “vero e proprio” imprenditore si dia da fare per uscire dalle logiche della stagione turistica e iniziare ad investire anche sulla possibilità di “formare” giovani pronti ad affacciarsi nel mondo del lavoro. 

Esattamente come fa, ormai da diversi anni, l’Istituto Alberghiero e della Ristorazione ‘Brignetti’. Sì, perché, checché se ne dica, all’Elba un “vero e proprio” istituto alberghiero c’è. Ed ogni anno ‘sforna’ eccellenze che, nel 68% dei casi, come ha certificato la Fondazione Agnelli, trova lavoro subito dopo il diploma. “Il nostro istituto – commenta il preside Enzo Giorgio Fazio – ha registrato una crescita, specie in fatto di numeri, negli ultimi anni. Se poi (come leggiamo sulla stampa) gli iscritti sono pochi, c’è da dire che questo rispecchia il bacino di utenza dell’isola”. 

Tuttavia, pochi ma buoni. “Per due anni – tiene a precisare il preside Fazio – ci siamo classificati secondi nelle competizioni tra gli alberghieri, rispettivamente ai concorsi “Prima di Toscana” e “Dulcis in Primis”. Con questo voglio dire che il livello del nostro istituto, sia dal punto di vista della scuola alberghiera che dei ragazzi che formiamo, è davvero alto”. Numeri che, comunque, farebbero fatica a soddisfare le esigenze di un territorio come l’Elba. E che si scontra, tra l’altro, con un’altra situazione più volte segnalata dallo stesso dirigente scolastico. “Le strutture dell’isola dovrebbero pensare ad assumere i nostri studenti, che hanno un buon livello di preparazione, invece di richiedere personale dal continente. Spero che questa vicenda possa servire come pungolo per gli imprenditori del posto a far lavorare i ragazzi dell’Elba”.

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