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Marciana, via delle Fonti: la visita di Madame Mère

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Scuola di François Gérard, Ritratto di Letizia Bonaparte

Non c’è niente che richiami l’attenzione del distratto passante sulla targa in marmo posta all’altezza del numero 7 di via delle Fonti a Marciana.

Ma la scritta che vi è stata incisa nel 1894 dal Comune di Marciana a memoria dei posteri è molto eloquente: “in questa casa, proprietà dei fratelli Vadi, essendo Maire il loro avo Cerbone Vadi, ebbero stanza ospitale gradita dal 21 al 24 agosto Napoleone il Grande e dal 25 agosto al 5 settembre Letizia Ramolino sua augusta madre”.


Era la fine di luglio e il caldo era davvero insopportabile a Portoferraio. L’Imperatore soffriva particolarmente questa condizione e pensò di poter sfuggire al gran calore trasferendosi nella dimora di San Martino dove erano state appena approntate tre stanze. Non tardò a rendersi conto che anche lì non sarebbe stato diverso: il posto era particolarmente caldo trovandosi in una vallata circondata da alture che facevano stagnare il calore e impedivano all’aria di circolare. Non c’era nemmeno un po’ d’ombra. Decise perciò di trasferirsi a Marciana Alta; l’altitudine e l’ombra dei castagni gli avrebbero assicurato il tanto desiderato refrigerio. Avrebbe fatto erigere la sua tenda di campagna proprio accanto alla cappella della Madonna del Monte!

Anche Madame Mère decise di lasciare Portoferraio per stabilirsi nel villaggio di Marciana Alta: sarebbe arrivata giovedì 25 agosto e avrebbe abitato nella casa dove si era fermato solo per qualche giorno il suo augusto figlio prima di recarsi alla Madonna del Monte.

La casa, di proprietà di Cerbone Vadi, Maire Adjoint di Marciana, era situata nel centro del paese, in una posizione magnifica dalla quale si dominava la vallata fino alla Marina e un vasto tratto di costa.

La tenerezza per la madre aveva spinto l’Imperatore ad occuparsi anche delle cose più minuziose affinché il soggiorno fosse perfetto.

Nella casa c’erano già i mobili e tutto il necessario ma il figlio aveva deciso che avrebbe fatto aggiungere anche una comoda cassettiera e tre tende per abbellire la stanza da letto.

Ordinò inoltre che uno dei tre letti di ferro che aveva portato con sé alla Madonna del Monte fosse portato a Marciana per l’adorata madre. Non mancò di provvedere a controllare che ci fossero le attrezzature di cucina, candele e candelabri. Sarebbe stata bene lì; avrebbe avuto una stanza tutta sua e altre tre per il suo staff.

Madame aveva infatti deciso di portare con sé il suo ciambellano, il suo intendente, due dame di compagnia, due cameriere personali, un cuoco e altre quattro domestiche. “Non intendo restare qui più di quattro o cinque giorni” aveva scritto l’imperatore al fido Bertrand il giorno dopo il suo arrivo alla Madonna del Monte.  Vi rimase invece quasi quindici; il Santuario aveva infatti un’ubicazione magnifica e offriva una frescura eccezionale per l’altezza sul livello del mare, per le selve che lo circondano e per le salubri e freschissime acque che sgorgavano dalla fontana posta dinanzi alla porta maggiore della Cappella.

Lasciò l’eremo solo il 4 o 5 settembre trattenuto senza dubbio dal fascino del Monte Giove e, magari, anche dalla visita che attendeva ansiosamente.

Anche per Madame Mère il soggiorno si prolungò più del previsto: il ripido e spigoloso villaggio di Marciana riuscì ad esercitare anche su di lei la stessa attrazione che aveva esercitato su Bonaparte.

Secondo la memoria popolare sembra che, l’Imperatore scendesse quasi giornalmente dalla Madonna a Marciana a far visita alla madre e che Madame Letizia, sempre accompagnata dal figlio, si facesse trasportare spesso, in lettiga, dalla sua casa di Marciana all’oratorio della Madonna.

Forse nel marcianese entrambi avevano ritrovato qualcosa, forse in quei due si era risvegliato un sentimento che avevano creduto sopito: è molto probabile infatti che, guardando al tramonto verso ponente la sagoma allungata della Corsica  che si stagliava maestosa all’orizzonte, questa abbia esercitato su di loro un effetto di incontrollabile di nostalgia.

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Testi consultati
Paul Gruyer Napolon Roi de l’Ile d’Elbe – Librairie Hachette et C -1906; Vincenzo Mellini Ponce de Leon Napoleone I° All’Isola d’Elba – 1962 Leo S. Olschki Firenze; Silvestre Ferruzzi, Enrico Lambardi, Paolo Ferruzzi, Gloria Peria – Santa Maria del Monte-Storia di un Santuario dell’Isola d’Elba –2014 Bandecchi & Vivaldi Pontedera; Registro della Corrispondenza di Napoleone I – vol. 27 note 21597, 21615 e 21667

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