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Ambiente, siate il cambiamento che volete vedere nel mondo

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Sono una turista tedesca in vacanza all’Elba. Cinquantunenne, ecologista del paesaggio, preoccupata da tanti anni ma ancora piena d’iniziativa. In questo periodo della mia vita posso descrivermi così.

Da più di trent’anni vedo aumentare l’inquinamento e la crisi climatica, con una drastica diminuzione della biodiversità. E mi rendo conto che non possiamo continuare a vivere come abbiamo fatto negli ultimi cinquant’anni.

Quando me ne sono accorta – ero ventenne – ero decisa a scegliere un mestiere in cui avrei potuto investire le mie forze per realizzare un cambiamento. Un cambiamento che si basasse su un nuovo rapporto tra l’essere umano e la natura, dove l’uomo vive in modo responsabile per se stesso e per i suoi simili, per le future generazioni, ma anche per gli animali e le piante.

Ancora non vediamo cambiamenti radicali, né nel modo di viaggiare né in quello di alimentarci, che possano rappresentare un miglioramento sufficiente. Eppure vediamo tante persone e tanti gruppi – e tra loro, per fortuna, tanti giovani come Margherita Papini, la ventenne che ha scritto un articolo sullo scorso numero (leggi qui) – che sono preoccupati per l’ambiente e non parlano solo di soluzioni necessarie da trovare, ma cambiano loro per primi la propria vita in un modo profondo.

Io, per esempio, faccio parte di un gruppo tedesco di tredici persone (ma vogliamo arrivare almeno a cento) che ha deciso di non nuocere più al clima con il proprio modo di vivere: abbiamo deciso di vivere una vita fondata sulla comprensione della natura come fondamento di un nuovo sviluppo. Per questo abbiamo ideato un’iniziativa dal nome “100xklimaneutral”.

Come funziona? Prima si riducono le emissioni di anidride carbonica. Non ci sono regole strette, ma ci sono varie possibilità. Per esempio, io sono vegetariana da ormai 31 anni, non ho cellulare, televisore, congelatore o asciugatrice in casa. La nostra famiglia si muove con i mezzi pubblici e con la bicicletta. Per il resto abbiamo una macchina elettrica. Non uso l’aereo. Abbiamo un giardino in cui coltiviamo verdura e frutta. Usiamo l’energia solare…

In questo modo, rispetto a un tedesco medio, abbiamo ridotto di un terzo le emissioni di anidride carbonica. Inoltre doniamo dei soldi a delle organizzazioni che realizzano progetti che riducono l’anidride carbonica. Non siamo perfetti, ma pensiamo di essere sulla buona strada.

Vi vorrei incoraggiare. Cercate altre persone che pensano in un modo simile al vostro e fate la differenza. Non siete da soli. Anzi. Diventiamo sempre di più.

Lucia Jochner-Freitag

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