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L’anacronistica Anpi non perde mai occasione per stare zitta. E ogni volta che parla stupra la storia. In senso lato. Non come l’esercito marocchino-senegalese che, durante la seconda guerra mondiale, stuprò – per davvero – donne e bambini elbani.

Ma procediamo con ordine. In queste ore non si fa che parlare di Carola Rackete, capitana della nave Sea Watch che ha deciso, per mera questione di principio, di dover portare per forza 42 migranti in Italia. Fregandosene beatamente delle leggi.

Mentre si decide il da farsi, ecco che gli anziani dell’Anpi – forse a causa di un colpo di caldo – ne hanno sparata una delle loro: come riporta Il Giornale, la sezione Elba dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia ha infatti scritto al sindaco Angelo Zini chiedendogli di dichiarare Portoferraio “porto aperto”. Per una sorta di debito morale.

In che senso? Sulla base “di una considerazione che riguarda la storia di tutta l’Isola: la liberazione del nostro territorio dall’occupazione nazista è stata possibile solo grazie al sacrificio di centinaia di tiralleur senegalesi che diedero la vita sulla spiaggia minata de La Foce, a Marina di Campo. Aprire il porto principale dell’Isola all’accoglienza della Sea Watch 3 sarebbe anche un modo per restituire una parte del debito che, tutti noi elbani, abbiamo con quegli uomini ai quali venne imposto un sacrificio enorme per la nostra libertà”.

Peccato che la verità storica sia decisamente diversa: anche all’Elba, infatti, si consumarono le tristemente famose “marocchinate”, violenze fisiche e sessuali messe in atto dalle truppe marocchine su migliaia di donne, uomini e persino bambini durante la campagna d’Italia della seconda guerra mondiale (leggi qui)Ben 191 le violenze accertate, sebbene furono tantissime le persone che per vergogna o paura non denunciarono l’orrore subìto.

Dopo l’indignazione di chi in quegli anni tremendi c’era davvero – a differenza di molti sedicenti partigiani ad honorem, tra cui alcuni ragazzotti dei centri sociali di ogni parte d’Italia e giovani studenti aizzati da cattivi maestri – l’Anpi si è affrettata a scrivere una nota nella quale dice di non voler sminuire la portata di quegli eventi raccapriccianti, ma che non è giusto “utilizzare le vittime di allora per una polemica sul presente”. Insomma, niente strumentalizzazioni.

Preso atto di tutto questo, non resta che fare una bella colletta e regalare all’Anpi un libro di storia e un dizionario (dove cercare bene il significato del verbo “strumentalizzare”).

 

 

 

 

1 COMMENTO

  1. Ma quanti anni hanno in media in questa associazione di ebeti inventori di una falsa storia? Cosa c’entra l’episodio in questione?Questa Rackete se n’è fregata altamente delle Leggi. Qui si va contro alla logica del diritto, in quanto adesso chiunque potrebbe usare questo episodio come pretesto per scopi personali. Inoltre se dovessimo fare riferimenti storici si pensi anche a quello che fecero gli inglesi (episodio cancellato dai libri di storia prodotti dall’ormai Pensiero Unico).

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