CONDIVIDI

“È stata una forte testimonianza di collaborazione ed efficienza quella dell’operazione dello svuotamento del Bora Bora – ci dice il Direttore Marittimo della Toscana, Contrammiraglio (CP) Giuseppe Tarzia – abbiamo sventato l’emergenza ambientale impedendo lo sversamento dei liquami dell’imbarcazione, grazie all’intervento congiunto con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Ministero dell’Ambiente, la Capitaneria di Porto di Portoferraio e il Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica”. Alla conferenza stampa tenuta a Marciana Marina prima dell’inizio di Seif, il Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri e l’Ammiraglio hanno spiegato le operazioni di recupero dei liquidi del Bora Bora.

Nella giornata di ieri, dopo 72 ore di intervento costante, sono stati recuperati i litri di carburante e oli presenti sul peschereccio. Più di 2000 litri di nafta, oltre ad altri liquami, che avrebbero potuto danneggiare il mare e l’ecosistema di Montecristo, ed anche il territorio elbano e di Pianosa. Intervento davvero delicato e difficile, dato anche dalla distanza con le altre due isole dell’arcipelago più vicine. Considerando che da Portoferraio dista 30 miglia e da Pianosa 18. L’intervento è stato delicato e purtroppo non tempestivo, dato soprattutto dalla struttura dello scafo che, essendo di legno, era marcia, compromettendo l’integrità del relitto e aumentandone il peso. “Per timore di creare danni abbiamo deciso di sospendere le operazioni di recupero del relitto domenica scorsa – riferisce l’Ammiraglio – Abbiamo deciso, quindi, di passare all’operazione di svuotamento dei liquidi. Tutto grazie ai mezzi specialistici fornitici dal Ministero. Ieri sera abbiamo potuto dichiarare la cessazione dell’emergenza ambientale. Adesso possiamo passare al recupero del relitto”.
Giampiero Sammuri, dopo aver ringraziato l’Ammiraglio e la Capitaneria di Porto di Portoferraio per il lavoro svolto, ammette di essere stato molto preoccupato per questo incidente che avrebbe potuto compromettere l’ambiente dell’isola di Montecristo. “L’isola di Montecristo è la più tutelata e protetta dal punto di vista ambientale. Ho temuto molto quando ho saputo del peschereccio. Poteva essere un vero e proprio disastro ambientale. Il pericolo è stato scongiurato con le operazioni di svuotamento e bonifica. Ora manca solo la rimozione del relitto” dichiara Sammuri.
Per aumentare i controlli su Pianosa e Montecristo è stato firmato un protocollo d’intesa dal Presidente del Parco e dall’Ammiraglio. Si prevede che per i prossimi tre mesi, nella stagione estiva, la Capitaneria abbia un presidio fisso, in modo tale da compiere operazioni di vigilanza nella zona di Pianosa e Montecristo e sanzionare, così, coloro che non rispettano i divieti di transito in aree dove la navigazione è interdetta. “Con questo protocollo, che rinnoveremo ogni anno, ci preoccupiamo di dare fede alle richieste del Parco su Pianosa e Montecristo. La tutela ambientale va al primo posto”, afferma l’Ammiraglio.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here