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L'incendio della nave "Grande America" di Grimaldi dell'11 marzo 2019

Ma secondo voi, cari lettori, gli incendi a ripetizione sulle navi deĺla Grimaldi (tre in otto mesi) sono o non sono una notizia (leggi qui)? E se la magistratura e la Guardia Civil spagnole arrivano ad arrestare tre ufficiali e ad indagare quasi tutto l’equipaggio della “Grande Europa”, essendosi convinti che il terzo rogo è certamente doloso e autoprodotto a bordo, almeno questa è o no uno sviluppo da raccontare? Perché se si sospetta una truffa alle assicurazioni non è  che quel denaro può mai finire nelle tasche dei marittimi infedeli, non vi pare (leggi qui)?

Invece, silenzio assoluto, con l’unica lodevole eccezione del Corriere della Sera (che però già ieri riduceva il seguito della vicenda a poche righe sotto un titoletto quasi invisibile).

E allora, di fronte a questa strana reticenza, sorge automaticamente un sospetto che è  certo paragonabile con quello degli inquirenti spagnoli, ma che appare ugualmente inquietante. Soprattutto a proposito di liberta di stampa e condizionamenti pubblicitari. Dal momento che, cari lettori, non vi sarà certo sfuggita la massiccia campagna di spot ed inserzioni a tutta o a mezza pagina con cui il Gruppo Grimaldi ha invaso da settimane emittenti tv e carta stampata.

Diceva Andreotti: “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci s’azzecca…”

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