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Nessun allarmismo, l’ambulanza India è sicura”. Ferdinando Cellai, direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza dell’Asl Toscana Nord-Ovest, rassicura i cittadini presenti al convegno “Nessun cuore è un’isola”, organizzato all’Hotel Airone di Portoferraio per parlare della rete per l’infarto miocardico dell’Elba. “L’abbiamo già potuta sperimentare in altre zone della Toscana, durante la stagione estiva, con ottimi risultati”. Il nuovo mezzo che coprirà la zona orientale dell’isola è ufficialmente in funzione e lo sarà per tutta l’estate. Si tratta di un esperimento per l’Elba, come si augura anche il direttore: “L’ambulanza con l’infermiere a bordo al posto del medico è presente già da circa una decina d’anni in alcune realtà europee ed ha sempre funzionato al meglio. L’importante è che sia sempre presente a bordo qualcuno del personale sanitario”.

Una soluzione, spiega Cellai, individuata per far fronte alla mancanza di medici. Un problema non esclusivamente dello Scoglio, perché “da molte parti c’è carenza di personale. Tutto questo riguarda una questione storica, poiché tra gli anni settanta e ottanta c’è stato un grande boom di dottori che attualmente sono andati, per la maggior parte, in pensione. Quello che si dovrebbe fare ora è potenziare le scuole di specializzazione e vedere che cosa accadrà fra cinque anni. Se ci fossero medici disponibili li chiamerei immediatamente per coprire i turni e i buchi”.

Oltre alla questione India, il vero e proprio tema del convegno è stato quello della rete dell’infarto miocardico per l’Elba che, ha illustrato Lara Frediani, gode di ottima salute alla luce del lavoro fatto negli ultimi anni: “Dopo l’impegno per il potenziamento dei collegamenti, la rete è in ottima forma. È quadruplicata la percentuale di pazienti che arrivano ad avere una riperfusione in tempi ottimali. Le linee guida europee ci dicono che una buona rete garantisce il 66% di riperfusioni. All’Elba abbiamo raggiunto il 56%, considerando che solo tre anni fa eravamo al 14%.”

Frediani ha anche affermato che la durata degli interventi è diminuita drasticamente, dal momento che dall’analisi cardiografica all’operazione a vaso aperto c’è un tempo di 78 minuti. Basti pensare che il tempo più breve di percorso tra l’Elba e Livorno è in media di 63 minuti. Inoltre ha riportato che c’è stato anche un grande avanzamento tecnologico, con l’introduzione di nuovi strumenti: “Fondamentale è stato il robot al Pronto Soccorso che consente la comunicazione tra specialisti, medici curanti e paziente. Con questo possiamo parlare e interagire a distanza. Questi strumenti tecnologici ci permettono anche di fare formazione al personale, oltre che intervenire in diretta per il soccorso”.

Nel corso del convegno, presieduto dal Gianni Donigaglia, direttore di zona distretto Elba, sono state anche proiettate delle video-interviste di alcuni pazienti che hanno subito un infarto e che sono stati salvati grazie alla rete elbana. Tra questi anche Mario Lanera di cui riportiamo il video:

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