Home Rubriche I Fantasy di Orlandini Alessandro Orlandini: “La lama di Fuoco”- 5° puntata

Alessandro Orlandini: “La lama di Fuoco”- 5° puntata

93
0
SHARE

Quando Ailis si trovò a non più di tre metri dalla creatura, puntò la spada fiammeggiante verso di essa ed una lunga e potente lingua di fuoco ne scaturì per andare a colpire l’Aisling.

La bestia fu avvolta dalle fiamme, mentre la giovane maga si andava a posizionare esattamente dinanzi a lei. La bestia iniziò a guaire di dolore, strofinandosi per terra e cercando di spegnere quel fuoco maledetto; ma le fiamme la stavano divorando inesorabilmente e mentre l’Aisling stava bruciando viva ai piedi di Ailis, la giovane maga affondò la magica lama nel petto della creatura.

Non appena la Lama di Fuoco squarciò il cuore dell’Aisling, tutta l’energia vitale della creatura venne risucchiata dalla spada magica, incanalandosi nella lama, per poi andare a confluire all’interno del corpo di Ailis, inebriandola oltre ogni dire.
L’effetto di esaltazione fu uguale a quello che davano le più potenti droghe conosciute allora; Ailis si sentì invincibile… onnipotente.

Ma proprio quando sembrava che per lo spirito della maga non ci fosse più scampo, la voce del nonno, Nioclas, iniziò a farsi largo lentamente.

Dapprima si insinuò tra le difese erette dalla magia della spada; poi si diresse verso il centro dello spirito di sua nipote. Una volta arrivata al cuore di Ailis, lo avvolse di amore, affetto e di tutti i ricordi buoni e positivi di cui fu capace. Nello stesso identico modo in cui le mani avevano estratto la spada, così la riposero nel fodero, senza che la ragazza ne fosse consapevole. Non appena lasciarono la presa sull’elsa… Ailis tornò in sé.

Ai suoi piedi, intanto, giaceva ciò che rimaneva dell’Aisling; i resti, quasi completamente carbonizzati, furono portati via da una folata di vento, lasciando sul terreno solo l’impronta bruciata del corpo della creatura.

Ailis cadde in ginocchio e, piangendo senza alcun freno inibitorio, iniziò a ripetere:
«Che cosa ho fatto… che cosa ho fatto».
Si era resa conto di essere stata una pedina nelle mani della magia della spada; solo allora comprese appieno il pericolo che quella lama rappresentava.

Suo nonno, in più di un’occasione, aveva tentato di spiegarle quale pericolo si celasse nell’uso di quella spada maledetta; ma era anche vero che, quell’arma diabolica, era l’unica in grado di sconfiggere il Signore Oscuro, realizzando la Sacra Profezia.
Ailis ripensò alle parole che l’avevano salvata, quelle del nonno, e sperò, con tutta sé stessa, che fosse stato un potente incantesimo di Nioclas a salvarla.

Il fatto che le fossero venute in aiuto proprio nel momento giusto la fecero riflettere; forse il nonno non era morto, forse era sfuggito al signore Oscuro e da chissà quale luogo nascosto la stava seguendo nel suo lungo viaggio, aiutandola come poteva.
Troppi forse, troppi se, troppi ma; soprattutto troppe domande senza una risposta.

Quando Ailis si riprese completamente, ricominciò il suo cammino verso la Foresta di Alastar, alla ricerca dei Druidi e al completamento del suo addestramento magico. Mancavano poche ore al calar della sera, ragion per cui Ailis cercò un rifugio adatto a passarvici la notte, mangiare un boccone e respingere altri nemici, se si fosse mostrata la necessità. Anche quella notte non accese nessun fuoco; mangiò gli ultimi rimasugli di cibo freddo che gli erano rimasti, un po’ di frutta e acqua di sorgente.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here