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Fronte del porto. Ma Marlon Brando non c’entra. È comunque una brutta storia che è ancora al vaglio degli inquirenti. Ma che, data la sua gravità, non è passata inosservata: le testimonianze, infatti, lasciano ben pochi dubbi su quanto accaduto la scorsa settimana all’interno della biglietteria Moby-Toremar a Portoferraio: una lite tra il capo Pilota, Michele Vanacore, e il responsabile della biglietteria Moby-Toremar del capoluogo, Salvatore Cappiello, nata per motivi da chiarire, che si è trasformata in una vera e propria aggressione. Non solo verbale, ma addirittura fisica.

Ricostruiamo i fatti. Durante l’abituale riunione in Capitaneria davanti a tutti gli operatori del settore marittimo (compagnie di navigazione, piloti, ormeggiatori, Autorità portuale…) un pilota ha voluto segnalare una pratica, ormai a suo dire abituale solo a bordo delle navi Toremar, che, però, a detta della sua categoria, non sarebbe conforme al regolamento. Nulla di così grave, insomma. Una cosiddetta “questione di principio”.

Ne è nato un diverbio con Cappiello. Che si è concluso con un’osservazione da parte del responsabile della biglietteria sul fatto che, spesso e volentieri, i piloti non sono al loro posto di lavoro. Circostanza confermata da chi quotidianamente frequenta la zona del porto.

Il battibecco, che sembrava essersi esaurito in quei pochi scambi di battute, nel frattempo è arrivato all’orecchio del capo pilota Vanacore. Che l’indomani si è presentato nei locali della biglietteria urlando forsennatamente minacce irripetibili. Cappiello non ha reagito e, seppur a fatica, ha “accompagnato” il pilota nell’atrio.

La situazione sembrava essere rientrata. Invece, mentre il responsabile della biglietteria era voltato di spalle nel rientrare in sede, Vanacore ne ha approfittato per aggredirlo fisicamente prendendolo di peso.

Una scena che non è sfuggita ai tassisti che stazionano ogni giorno proprio lì davanti. Tantomeno a chi si trovava al bar a fare colazione.

Un gesto talmente vigliacco da sembrare inverosimile. In tanti, infatti, ci hanno riferito che pensavano si trattasse di uno scherzo. E invece no. Il pilota, dopo aver preso di peso Cappiello, ha cercato di trascinarlo all’interno degli uffici promettendogli di fargliela pagare per quella mal digerita insinuazione. Il tutto davanti ai colleghi della biglietteria, increduli e spaventati.

Possibile che una battuta abbia potuto innescare questa reazione così violenta? Il pilota si è fatto portavoce, forse, di un disagio della sua categoria da più parti tacciata di lassismo e si è trasformato in un improbabile vendicatore? O magari c’è dell’astio nei confronti della compagnia di navigazione? Una risposta la daranno gli inquirenti, poiché il responsabile della biglietteria, dopo l’aggressione subita, ha sporto denuncia. Perché, qualunque sia la motivazione, nulla giustifica il gesto violento.

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