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I Fantasy di Orlandini, “La lama di Fuoco”- 4° puntata

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Ad un certo punto, un’ombra gigantesca si pose alla base dell’albero su cui si trovava la giovane maga; il muso della bestia cercava di percepire una traccia della sua preda e anche questa volta il suo acuto olfatto non la tradì.

E mentre sulla fronte di Ailis una goccia di sudore le scivolava sul mento ovale e perfetto, il muso della creatura si alzò proprio nella sua direzione, rivelando di quale feroce predatore si trattasse; un Aisling.

Normalmente queste creature vivevano nelle profondità delle foreste di alta montagna; raramente si erano spinte a valle o nei villaggi e, ogni volta che lo avevano fatto, erano state uccise, ma pagando un prezzo in vite umane incredibilmente alto.

Quando l’Aisling alzò gli occhi verso di lei, Ailis comprese l’amara verità. Quel mostro non si era spinto fin là per semplice istinto o per fame; i suoi occhi brillavano di un’inquietante luce rossa, segno che era sotto l’influsso di un potente incantesimo.

Il Signore Oscuro aveva sguinzagliato non solo i suoi Uomini Bestia, ma tutte le creature sulle quali aveva potere; ciò significava che ogni essere vivente poteva essere una sua spia, ogni creatura un nemico.

L’Aisling, dapprima iniziò a muoversi in cerchio intorno al possente tronco, poi, una volta fermatosi dinanzi ad Ailis, alzò le zampe anteriori, munite di affilatissimi artigli, ponendole sulla corteccia e penetrandola in profondità.

Quindi cominciò a salire senza il benché minimo sforzo, come se il suo enorme peso non rappresentasse in alcun modo un problema.

La giovane maga capì all’istante cosa doveva fare; caricò la sua magia nella mano destra, aspettò qualche secondo e poi la liberò contro la creatura.

L’Aisling cadde a terra, con il pelo del corpo fumante e bruciacchiato in più punti; ma come se a scalfirlo fosse stato un insetto, la bestia riprese la scalata dell’albero.

Ancora una volta Ailis liberò la sua magia e, ancora una volta, la creatura ricadde all’indietro; questa volta i segni della magia della ragazza furono più evidenti.

L’Aisling si rialzò, ma barcollando e scuotendo la testa a destra e sinistra, quindi riprovò a scalare il possente albero.

Nel mentre accadde una cosa che Ailis non si sarebbe mai aspettata. La spada magica, che teneva legata sulla schiena, iniziò a scaldarsi e una voce suadente cominciò a farsi strada nella mente di Ailis.

«Impugnami e ti darò il potere assoluto».

Sentì dire Ailis nella sua testa.

«Impugnami e diventerai invincibile».

La giovane maga capì subito che la magia della spada si era ridestata e che voleva approfittare di quella occasione per uscire ed esplodere.

Ma, con suo grande stupore, Ailis vide le sue mani sfoderare la spada; lentamente la ragazza iniziò a ridiscendere dal ramo su cui si trovava.

Intanto che Ailis si avvicinava alla creatura, la spada aveva preso ad ardere di un’inquietante fuoco rosso sangue; l’Aisling intuì cosa sarebbe accaduto di lì a poco e, quindi, si preparò a combattere per la propria sopravvivenza.

Ailis stava scendendo lentamente, sempre grazie alla magia; la sua mente, ormai completamente soggiogata dalla magia della spada, bramava solo il sangue del suo nemico, il sangue della creatura… dell’Aisling.

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