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Lo scultore e maestro d’arte Luca Polesi

A portare il granito dell’Elba in giro per il mondo ci hanno già pensato il Pantheon (con le sue sette colossali colonne), la Cattedrale di Aquisgrana, la Basilica del Duomo di Pisa. A valorizzare il granito dell’Elba sull’isola ci ha pensato, invece, un progetto che traccia un percorso, all’interno il borgo di San Piero, attraverso le tracce più significative della tradizione granitica elbana.

Per dare l’idea dell’importanza che un materiale del genere avesse per l’isola, intorno agli anni ‘60 erano oltre 350 gli scalpellini che, armati di martello, erano in attività tra San Piero, Sant’Ilario, Seccheto, Cavoli e Fetovaia.

Ed è così che, grazie ad un’idea messa nero su bianco dall’Associazione Linc, cofinanziata dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano e sostenuta dal Comune di Campo nell’Elba, è stato inaugurato il museo diffuso di granito nel caratteristico borgo di San Piero. Un percorso a cielo aperto, nato dall’idea dello scultore e maestro d’arte Luca Polesi (nella foto a destra), mosso dal forte desiderio di recuperare antiche memorie del paese di San Piero, e messo in piedi grazie al lavoro – tra gli altri – della Cooperativa Beniamino, dell’Associazione le Macinelle e di Alessandro Beneforti. è stato battezzato “Scolpito nella memoria – granito, ferro e sale”. «Perché il sale? Il motivo è semplice – spiega Luca Polesi – Sale di isola, sale di sudore e sale di lacrime. Sa, tanta gente è morta sul lavoro, a causa degli incidenti o per colpa della silicosi».

Il percorso a cielo aperto, alla scoperta del granito nel borgo di San Piero, si snoda lungo undici tappe. A partire dal Palazzo e la Gogna, luogo deputato alla giustizia e al governo del paese, sovrastato da un bel portale in granito, lavoro dei maestri scalpellini del 1700 su cui è riportato il simbolo del Governatore Apollonio Pavolini. Passando, poi, per Piazza della Fonte (con la fontana in granito circondata dai platani, luogo di sosta e meditazione), l’Oratorio di San Rocco, il Filone della Speranza (al suo interno furono rinvenuti numerosi esemplari di pollucite), il Masso Foresi, la porta del Baccile (che conduce ad un giardino che custodisce opere in granito di una delle più antiche famiglie di scalpellini sanpieresi), il piazzale del Belvedere, la Chiesa di San Niccolò e così via fino ad arrivare al piazzale dell’Astronomia.

«Oggi realizzo opere con materiali di recupero – continua ancora l’ideatore del progetto, Luca Polesi – ma con il granito nel cuore. Credevo fosse opportuno restituire dignità a tutti quegli scalpellini che in passato hanno lavorato questo materiale prezioso in qualunque condizione meteo. Ricordare per non dimenticare mai quelle che sono le nostre radici. Perché San Piero è il paese del granito»

Per l’occasione, Luca Polesi, con la collaborazione degli scalpellini che ancora oggi sono in attività (ne sono rimasti cinque) e degli abitanti del piccolo borgo di San Piero, ha ricostruito l’antica cava nel paese, restituendo alla piazza Ezio Pertici l’immagine di uno scavo a cielo aperto con gli arnesi da lavoro utilizzati dagli scalpellini.

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