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Eventi per i 500 anni di Cosimo de’ Medici, la mostra “Civitas Cosimi”

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Tra gli eventi organizzati per celebrare il cinquecentenario della nascita di Cosimo I de’ Medici, c’è la mostra fotografica dal titolo “Civitas Cosimi. Dai documenti d’archivio all’immagine fotografica”. Sette fotografie. Veri e propri tableaux vivants esposti nell’atrio del Centro Culturale De Laugier che ospita la Biblioteca, la Pinacoteca comunale Foresiana e l’Archivio Storico di Portoferraio.

Elaborato insieme all’architetto Leonello Balestrini, che ne ha curato la scenografia, e al fotografo Roberto Ridi, che ha realizzato le immagini, è un evento basato sui documenti di archivio: «A documentare la mostra, sette didascalie, una per ogni immagine, riportano le frasi estratte dai documenti conservati nei nostri archivi elbani e nell’archivio di stato di Firenze che si riferiscono ai particolari momenti che abbiamo cercato di  rappresentare nelle fotografie stesse» spiega la dottoressa Gloria Peria, direttore scientifico della Gestione Associata degli Archivi Storici dell’isola, che ha ideato il progetto storico della mostra.

Il risultato molto suggestivo dell’insieme è determinato dalla cura dell’ambiente scenografico di ogni immagine, realizzato tramite una meticolosa ricerca sui costumi e sulle suppellettili e dalla scelta, attuata dal fotografo con maestria, di usare esclusivamente la luce naturale supportata da deboli altri chiarori di torce o di piccoli fuochi.

«In questo modo moderno e comprensibile – spiega Peria – abbiamo voluto raccontare la nascita di Cosmopoli, la Portoferraio medicea. Dalla nascita fino al 1574. Anno in cui coincidono la morte di Cosimo e il momento in cui Portoferraio riceve i suoi statuti comunali e da civitas diventa urbs. Una vera e propria città».

Le fotografie, di grandi dimensioni, sono state realizzate con un materiale resistente alle intemperie in modo che possano rimanere anche per molto tempo appese nel chiostro del Centro Culturale, dove si integrano perfettamente con l’architettura, assumendo quasi l’aspetto di antichi affreschi. «Nonostante il termine fissato per la conclusione della mostra sia il 30 settembre, la mia speranza – continua Peria – è che possano restare nel chiostro per poter effettuare, durante l’inverno, dei laboratori storico-artistici con le scuole».

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