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Caro direttore, quale destino per i nostri piccoli musicisti?

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Caro direttore,

lo scorso 15 aprile, nel quadro della attività culturale “Pomeriggio musicale” all’università del Tempo libero di Portoferraio, nella sala consiliare del Palazzo della Provincia, ha avuto luogo un concerto violinistico eseguito dagli allievi della locale scuola media, sotto la guida del loro insegnante, il professor Marco Sodano. Il programma, davvero impegnativo, ha comportato l’esecuzione dei seguenti brani: Pizzicato-Polka di Johann Strauss, alcuni duetti di Béla Bartók e la Primavera di Antonio Vivaldi.

I ragazzi, tutti e tre bravissimi, sono Simone Melis, Tanita Gagnidze e Samanta Pagnini. A margine di questo particolare avvenimento, mi sia consentita ora una domanda: questi ragazzi che hanno scelto uno strumento così impegnativo come il violino (e che sono capaci di suonarlo così bene) che destino avranno dal punto di vista musicale? Tra pochi giorni, terminata la scuola, come potranno queste “genuine ricchezze tutte nostre” proseguire gli studi musicali? Andranno a disperdersi malinconicamente nel nulla?

dottor Umberto Pavia, Portoferraio


***

Gentile dottor Pavia, ho girato la sua lettera proprio al professor Marco Soldano. Che ha risposto così: «Per un ragazzino elbano che voglia dedicarsi alla carriera musicale al momento non ci sono molte possibilità. Chi se lo può permettere va a fare il liceo musicale ad Arezzo, dove c’è il convitto. Altri vanno un paio di volte alla settimana nei conservatori di Grosseto, Livorno o Lucca: qui hanno modo di continuare gli studi. Una strada impegnativa, che difficilmente li riporterà all’Elba. Questa è inevitabilmente una grave perdita per l’isola dal punto di vista del capitale artistico. Ma, purtroppo, al momento è l’unica opzione.

Chi ha scelto uno strumento come la chitarra o la batteria ha qualche possibilità in più di trovare anche all’Elba qualcuno che possa dare lezioni di un certo livello. Per altri strumenti legati alla musica classica, come appunto il violino, è un po’ più difficile. Certo, se ci fosse un liceo musicale, se non proprio all’Elba magari a Piombino, probabilmente alcuni dei ragazzi che hanno dovuto abbandonare questa passione avrebbero potuto coltivarla e diventare professionisti. Un esempio su tutti? Jacopo Taddei che, con il suo sassofono, sta avendo un’incredibile carriera. Ma per inseguire il suo sogno è dovuto andare via.

La mia proposta? Organizzare, con i ragazzi più volenterosi e dotati, una orchestra. In modo da fare lezioni collettive un paio di volte la settimana, magari in orario serale. Così da non disperdere il patrimonio acquisito nei tre anni di scuola media».    

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