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Molti credono che la bandiera con le famose tre api sulla fascia rossa sia stata creata dall’Imperatore in esilio appositamente per l’Elba; non è così. Sulla base della sua esperienza archivistica, la dottoressa Gloria Peria, Direttore Scientifico della Gestione Associata degli Archivi Storici degli otto Comuni dell’Isola d’Elba ha fatto chiarezza su questo punto e sulle numerose leggende e romantiche imprecisioni che accompagnano questa famosa bandiera.

Tramite conferenze e articoli ha, infatti, dimostrato che una bandiera siffatta esisteva già grazie ad un decreto emesso dallo stesso Napoleone nel 1809 e di cui potevano fregiarsi le cosiddette Bonnes Villes. Solo le città dell’Impero che avevano dimostrato una particolare devozione all’Imperatore potevano ambire all’onore di aggiungere alla propria bandiera la fascia rossa con le tre api diventando appunto Bonnes Villes.

Molte città vennero innalzate da Napoleone al rango di Bonnes Villes; l’Elba non era affatto una città ma un territorio e, a regola, non avrebbe mai potuto fregiarsi di una simile bandiera.

Perché, allora, la bandiera con le tre api all’Elba? Perché per la prima e forse unica volta, non una città ma un intero territorio, poté fregiarsi di un simile onore?

L’annessione dell’Elba alla Francia aveva fatto sì che la nostra Isola diventasse un’unica Amministrazione, un’unica entità, il Dipartimento del Mediterraneo. E al pari di quelle città francesi già insignite di tale onore, possedeva tutte le caratteristiche peculiari per essere dichiarata una Bonne Ville non ultima quella di avere un Commissario Generale con la carica di Prefetto di Dipartimento.

Il Commissario sceglieva infatti Magistrati e Consiglieri e a lui facevano capo i vari sindaci o Maires; tutto passava attraverso il Commissario arrivando quindi a Napoleone che poteva così controllare tutto e tutti.

Ma l’Elba non era una vera città e non possedeva una bandiera alla quale poter aggiungere la fascia rossa con le fatidiche api. L’Imperatore decise pertanto che sarebbe stata inserita su di uno sfondo bianco. Ecco l’emblema dell’Isola. Ecco la bandiera elbana!

Ma le api? Perché Napoleone aveva scelto proprio di utilizzare le api nella bandiera delle Bonnes Villes e quindi dell’Elba?

Per svelare questo mistero basta rifarsi a quanto la dottoressa Peria ha ulteriormente dichiarato nelle sue numerose conferenze. Dopo la Campagna d’Egitto sembra che Napoleone fosse rimasto molto colpito dalla sua mitologia e in modo particolare dal ruolo simbolico attribuito a questo laborioso insetto. Secondo il mito egizio le api venivano generate dalle lacrime il dio Ra, uno delle principali divinità dell’Egitto.

“Il dio Ra pianse, le lacrime caddero a terra e si trasformarono in api. Le api costruirono il loro alveare e volando sui fiori di ogni pianta produssero miele e cera. Così anche il miele e la cera furono prodotte dalle lacrime di Ra”. Questo è quanto si legge su un antico papiro egizio.

I piccoli insetti divennero ben presto un modello comportamentale di laboriosità, nobiltà e dedizione.

Dal momento che si riteneva che il dio Ra governasse ogni parte del mondo, cielo, terra e oltretomba, alle api venne ben presto conferita anche una valenza religiosa e mistica accomunandole al simbolismo dell’anima perché, sempre secondo tale mitologia, le api potevano entrare nella bocca del defunto ed esplicare la loro capacità di ridare la vita. Motivi più che sufficienti perché l’Imperatore scegliesse proprio questo insetto per rappresentare l’immortalità dell’anima e del potere regale.

Di loro non sottovalutò nemmeno il ruolo sociale: ben pochi animali sanno, infatti, organizzare il proprio modo di vivere come si organizza uno Stato perfettamente funzionante!

Le api, tutte uguali sotto una sola ape regina, erano la perfetta incarnazione della sua idea di Bonnes Villes, città dove i cittadini ricoprivano tutti uguale grado sotto la guida di un solo imperatore.

Con Napoleone Imperatore l’ape diventò di moda in tutta l’Europa: non c’era oggetto di arredamento che non la portasse scolpita o dipinta. Non c’era mobile, vaso, parete o abito che non fosse adornato con il laborioso e regale insetto. Era dappertutto, come il potere sovrano di Bonaparte.

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Testi consultati:
• Conferenza sulla Bandiera Elbana di Napoleone, estate 2012 Capoliveri. Relatori: Giuseppe Massimo Battaglini, storico e Gloria Peria, Direttore Scientifico Gestione Associata Archivi Storici dei Comuni elbani • Napoleone alla Madonna del Monte – Gloria Peria tratto da Santa Maria del Monte-Storia di un Santuario dell’Isola d’Elba – aprile 2014 Bandecchi & Vivaldi Pontedera

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