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Paolo Di Tursi: “La macchina amministrativa soffre. La Cosimo? Ha lavorato bene”

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“La prima cosa da fare è commissionare uno studio che individui le cause degli allagamenti nel centro storico. E’ una brutta immagine per Portoferraio. Poi, bisogna pensare alla cura del verde, le buche e i piccoli interventi di manutenzione”. A rischio di sembrare ripetitivo, Paolo Di Tursi, candidato a sindaco con la lista Forza del Fare, torna sulla questione che per la sua squadra è centrale. Insieme all’area dei portici di Calata Italia, per la quale Di Tursi ha in mente la formalizzazione della “servitù di uso pubblico, che permetterebbe di avviare il completo rifacimento dell’area degradata”. Per il resto, il candidato della lista Forza del Fare non si spinge a proclami da mera campagna elettorale. Anche perché, dice, “dobbiamo prima esaminare la progettualità esistente e i vincoli che esistono dal punto di vista contrattuale nel rapporto con i terzi, per avere un quadro chiaro della situazione”. Come dire, inutile rivedere la questione dei “parcheggi se non verifichiamo prima i contratti in essere”. Una cosa è certa: “La macchina amministrativa soffre di una carenza di organico. I dipendenti, oberati di lavoro, hanno difficoltà persino a rispondere al telefono. Non è più possibile”.

Intanto c’è un ufficio scoperto e un dirigente sotto inchiesta. Come pensate di risolvere il problema? Le alternative sono due: agire con una scelta politica per affidare un incarico a termine di natura fiduciaria oppure aprire un bando. E’ chiaro che la nomina diretta permette di accelerare i tempi. Ma questa è una valutazione che farà la giunta.

A proposito di giunta, da chi sarà composta? Non posso escludere la nomina di un assessore esterno, anche se abbiamo le figure professionali adattate per comporre una squadra tecnicamente capace. Non ci sono dubbi sul fatto che Roberto Marini sarà il vicesindaco. Siamo tutti d’accordo.

Che idee avete sul futuro di questa città? Pensiamo di sviluppare il centro storico attraverso due aree: la Linguella, che potrebbe diventare una sede permanente per manifestazioni sportive e culturali e le Fortezze che andrebbero recuperate, illuminate e rese accessibili a tutti con mezzi elettrici. Questo ci permetterebbe di fare una programmazione estiva che, per quanto mi riguarda, dovrà essere di basso profilo. Il Teatro è un altro dei cuori pulsanti culturali. Bisogna renderlo maggiormente fruibile oltre alla stagione teatrale. Dovremo intervenire su due ferite del nostro territorio: piscina e zona ex Macelli. In particolare, per quest’ultima, le amministrazioni precedenti poco e nulla hanno fatto per mettere pressione all’Asl affinché realizzasse il distretto sanitario. Sicuramente, bisognava imporre provvedimenti per una messa in sicurezza dell’area.

Negli ultimi mesi ha fatto discutere la gestione della Cosimo de’ Medici. Cosa ne sarà della partecipata comunale? Quali cambiamenti dovranno avvenire al suo interno per evitare altre polemiche? La Cosimo soffre principalmente di una situazione debitoria che risale a precedenti amministrazioni. Situazione che si è complicata quando si sono deteriorati i rapporti tra la partecipata e il Comune. Credo che, dal punto di vista operativo, vada potenziata perché rappresenta la “longa manus” del Comune. Ad esempio dotandola di una squadra di pronto intervento per piccole opere di manutenzione. E poi, credo sia necessario ridefinire le mansioni che competono alla Cosimo. Per il resto, credo che abbiano fatto un buon lavoro.

Il presidente resterà al suo posto?  Al momento non ho ridisegnato le cariche. Va valutata la ricomposizione del consiglio, dato che Monica Lottini ha dato le dimissioni per evitare profili di incompatibilità.

A proposito, come risponde a chi dice che la Lottini, che negli ultimi anni ha riaperto il ruolo di consigliere della Cosimo, sarebbe incandidabile? Dalle valutazione fatte, riteniamo che questo profilo non sussista. Monica si è dimessa per motivi di opportunità politica e deontologica, non perché fosse motivo di ineleggibilità. Non c’è una norma che lo impedisce nel caso in cui si tratta di una partecipata srl. Da questo punto di vista, siamo sereni.

Non crede che il Comune Unico possa far sì che l’Elba abbia maggior peso politico nello scacchiere nazionale? Sicuramente, non ho alcun dubbio. Prima, però, è necessario che Portoferraio, che dovrà essere il motore trainante dell’isola, abbia una precisa identità amministrativa e forza per poter guidare non solo la battaglia per la costituzione del Comune Unico.

C’è anche la questione dell’aeroporto, ad esempio.  Al momento le risorse economiche, tre milioni per tre anni, non sono nemmeno lontanamente vicine a quelle che servirebbero per consentire un serio sviluppo aeroportuale. Giusto per fare un esempio, la Sicilia ha messo a disposizione 38 milioni di euro per due delle sue piccole isole.

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