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Caro Direttore,
come è noto, lunedì 13 Maggio, a Portoferraio, è stata intitolata all’Armatore Achille Onorato, una banchina dell’area portuale antistante il palazzo della ex Cromofilm (leggi qui).

Numerose le autorità, collaboratori, dipendenti marittimi, operai, amministrativi di Moby–Toremar, amici e cittadini che hanno voluto rendere omaggio all’indimenticabile Armatore. Nell’ascoltare commosso, le parole del Sindaco della città, Dott. Mario Ferrari e del Dott. Achille Onorato, nipote dell’Armatore scomparso a dicembre del 2002, sono balzati alla mia mente alcuni ricordi dei tanti incontri con l’Armatore.

Mi piace ricordarne due: mese di maggio 1965. Io assieme ad altri 15/20 commilitoni, partiti da La Spezia, ci recavamo a La Maddalena per continuare il servizio di leva nell’importante base della Marina Militare. Giunti a Palau ci imbarcammo sulla nave “Maria Maddalena” della società Navarma, che allora prestava servizio sulla tratta (Palau – La Maddalena).

Ora di pranzo. Tutti in coda al bar/ristoro di bordo. Si avvicinò a noi il Capo pattuglia che ci accompagnava dicendoci: “l’armatore della nave offre spaghetti per tutti! Svelti, che la traversata è breve”. Abbiamo poi saputo che il buon piatto di spaghetti era stato offerto dall’Armatore Achille Onorato, che trovandosi a bordo della nave ringraziammo più volte e che rispose: “buona fortuna ragazzi”.

Mese di maggio 1970, era in corso una complicata agitazione sindacale nazionale dei lavoratori marittimi, iniziata nel mese di settembre 1969. Continuavano gli scioperi articolati nei diversi porti italiani ed esteri. Da Genova, io e altri due compagni del Sindacato FILM/CGIL, fummo inviati a Livorno per dare man forte ai sindacalisti toscani.

Ci recammo anche nei porti di Piombino e Portoferraio per aggiornare gli equipaggi delle navi delle principali richieste sindacali, che consistevano nell’istituzione del CCNL per i marittimi imbarcati sulle navi da 151 a 3000 tsl e l’erogazione di una indennità media mensile di 15 mila lire pro-capite. Terminate le assemblee sulle navi, delle diverse società di navigazione, consegnammo le lettere di sciopero anche ai Comandanti delle navi “Elba Prima“ e “Maria Maddalena” (Navarma). Sciopero da effettuarsi il giorno successivo.

Nel tardo pomeriggio ricevetti una telefonata dall’Armatore. Mi informava che gli equipaggi delle sue navi non aderivano allo sciopero. Chiesi il motivo. Mi rispose “lo chieda a loro”. Il giorno successivo ci recammo a Piombino. In prossimità delle due navi ci atteneva l’Armatore Achille Onorato. Eravamo pronti ad affrontare anche una accesa discussione e invece disse: “prego accomodatevi gli equipaggi vi spettano”.

Ci salutò e si allontanò. Rimanemmo positivamente sorpresi. I Comandanti ci informarono che l’Armatore si era impegnato ad erogare, a tutti i marittimi dipendenti, 10 mila lire mensili pro-capite (decorrenza primo maggio), in acconto sui futuri miglioramenti contrattuali, dichiarando inoltre il suo assenso alla nascita del CCNL per i marittimi imbarcati sulle navi da 151 a 3000 tsl. Sentiti gli equipaggi, ovviamente revocammo lo sciopero al quale non avrebbero comunque aderito.

Nei giorni/mesi successivi cambiammo tattica. Un mirato comunicato sindacale evidenziava che gli scioperi sarebbero stati revocati o non proclamati, a fronte di accordi sindacali aziendali, che riconoscevano, da subito, un importo di 10 mila lire mensili per ogni marittimo imbarcato e l’assenso alla nascita del citato CCNL. Il risultato fu un successo oltre le aspettative.

A luglio 1970, non ricordo la data, finalmente nacque il CCNL per i marittimi imbarcati sulle navi da 151 a 3000 tsl. sottoscritto da Confitarma, armatori meridionali e organizzazioni sindacali. In precedenza, in assenza del CCNL la retribuzione dei marittimi era di fatto ad personam.

L’intelligente idea del Sig. Sindaco di Portoferraio, della sua giunta e del consiglio comunale, di intitolare la banchina portuale all’ Armatore Achille Onorato, è un grande riconoscimento a un grande Armatore, a un grande uomo che amava il mare e che si sentiva un marittimo. Si noterà che mai ho scritto la parola “Commendatore”, perché Achille Onorato, nel corso degli anni, usava ripetermi “io la chiamo Dapelo e lei mi chiami Onorato”.

Pietro Dapelo, presidente Toremar

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