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Ha colpito Puglia e Corsica. La Xylella, il batterio che rende improduttivi gli olivi, e anche altre colture, non è ancora arrivato all’Elba. Il rischio, però, è molto alto.

Ecco perché l’assessorato alle Politiche Agricole di Capoliveri ha promosso un incontro pubblico con gli olivicoltori del territorio. «In quanto isola, l’Elba ha un vantaggio rispetto ad altri luoghi – spiega l’assessore Marco Cardenti -. è bene non bruciare questa grande opportunità». Il rimedio agli attacchi di questo batterio non è ancora stato trovato.

L’unica soluzione, al momento, sarebbe la prevenzione. «La nostra raccomandazione – dice Roberto Minelli di Coldiretti – è di non fare acquisti che non siano certificati, per impedire che arrivino nel nostro territorio piante potenzialmente infette».

Il batterio Xylella ha già messo in ginocchio le produzioni in Salento. Non essendo stato isolato in maniera idonea, ha assunto una diffusione che, ora, è difficile da arginare. E i danni, per lo Scoglio, sarebbero davvero ingenti. «Significherebbe – spiega ancora Minelli – perdere il lavoro fatto negli ultimi anni per valorizzare questa produzione». Infatti, dati alla mano, l’olivicoltura ultimamente ha registrato un forte incremento, con svariate migliaia di nuove piante all’Elba. Basti pensare che nell’ultimo anno sono stati franti circa 5000 quintali di olive.

Numeri che danno l’idea di come un’attività, da sempre considerata un hobby (non essendoci frantoi sull’isola), oggi rappresenta una fonte di economia molto importante. Che riprende un’antica tradizione di olivicoltura tipicamente elbana. «è la coltura su cui stiamo investendo di più – continua Minelli di Coldiretti – la produzione dell’olio ci sta dando molta soddisfazione. La qualità è alta, al di là di quello che si possa pensare. Si diceva che l’Elba non avesse le giuste condizioni climatiche per una buona produzione di olio. E invece, dopo aver fatto esaminare a commissioni specifiche il nostro prodotto, abbiamo dimostrato l’esatto contrario».

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