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Vincent Vantini, primo sindaco dell’Isola d’Elba francese

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Lungo la strada che sale verso il Bucine, partendo dalla oratorio di S. Giovanni sulla strada provinciale, si va incontro ad un arco che è porta d’ingresso verso quella che una volta era la proprietà della famiglia Vantini

Appena gli Inglesi e i Granducali ebbero lasciato Portoferraio per imbarcarsi alla volta di Livorno, su consiglio dei più saggi di Portoferraio una delegazione di cittadini venne inviata a Longone per invitare il Generale francese Rusca a prendere possesso della loro città in nome della Repubblica francese. Quella sera stessa le truppe francesi entrarono in Portoferraio a bandiera spiegata con in testa il Generale e il giorno dopo, il 12 giugno 1802, anche il Commissario del Governo Briot potè fare finalmente il suo ingresso in un capoluogo ormai definitivamente francese.

Briot, non era un illuso, sapeva bene che in città serpeggiava il malcontento a causa di anni e anni di miserie e vessazioni che la popolazione elbana aveva subito fino a quel momento, volle perciò testimoniare subito quanto i Francesi fossero diversi da chi li aveva preceduti.

Il Governo francese – proclamò il Commissario – vuole il vostro futuro e la vostra prosperità e,

per assicurarvele, ha riunito il paese e ha voluto premiare in modo speciale l’attaccamento di uomini come voi e di quanti vi somigliano”.

E mentre Rusca lo anticipava facendo il suo ingresso trionfale in Portoferraio, Briot, la sera stessa di quel fatidico 22 prairial, aveva già scritto all’avvocato Vincent Vantini, agiato possidente di Portoferraio, per comunicargli qualcosa di importante: “Vi invio, citoyen, l’atto che vi chiama, provvisoriamente, a ricoprire le funzioni di Maire della città di Portoferraio. Le vostre qualità personali, la considerazione di cui voi godete e l’attaccamento che avete mostrato alla Repubblica francese e al suo Governo, mi hanno portato alla determinazione di potervi conferire questo ruolo nella certezza che sarà da voi ben ricoperto”. Il cittadino Vantini era personaggio ben noto al vecchio regime granducale: era stato segnalato e definito come giacobino, come corifeo delle nuove idee democratiche provenienti dalla Francia e che stavano prendendo piede proprio presso la classe agiata e colta di Portoferraio.

Insieme ad altri portoferraiesi, quali i fratelli Ninci, negozianti di prestigio, Cristino Lapi, medico condotto e alcuni altri, erano stati accusati di intrattenere segrete corrispondenze coi democratici di Livorno. Erano stati, insomma, catalogati come sovversivi. “Spero che la riconferma e la fiducia del Governo saranno la giusta ricompensa alla vostra abnegazione e agli sforzi che avete compiuti per il suo interesse e per quello dei vostri concittadini. Vi invito pertanto a ricoprire il vostro posto fin dal momento dell’occupazione di Portoferraio da parte dei francesi”. E così era avvenuto. Il suo primo atto da sindaco fu quello di suggerire al Commissario un atto di benevolenza, un pensiero per quei poveretti che avevano impegnato le loro povere cose al Monte di Pietà a causa della miseria in cui versano.

Vantini aveva infatti pensato che se un gesto verso i poveri fosse stato in linea con quanto previsto dal Governo, la restituzione gratuita di pegni al di sotto di una certa soglia avrebbe sicuramente potuto essere interpretato non solo come un bellissimo atto di benevolenza verso i più sfortunati ma avrebbe anche testimoniato come il Governo francese fosse effettivamente diverso da quelli che lo avevano preceduto.

Il Commissario fu d’accordo con il novello Maire di Portoferraio e fece immediatamente preparare

l’atto per poter dar seguito all’impulso di carità dettato dal cuore.

La restituzione dei pegni venne fissata per il giorno della Fête de Dieu, giorno del Corpus Domini, in quanto, a motivo della solennità di quella festa, tutti sarebbero andati in chiesa per rendere grazie all’Eterno per la pace resa non solo all’Europa, ma anche all’Elba. Quest’atto di pietà, concretizzato proprio in quel giorno, avrebbe solennizzato anche la riunione dell’Elba alla Francia facendone un unico Paese.

L’ottimo rapporto istauratosi fra Vantini e il Commissario Briot e in seguito continuato fra isuccessori di entrambi, contribuì in maniera notevole a rendere possibile e fluida la macchina

amministrativa che la Francia si accingeva a mettere in moto all’Elba, un luogo lontanissimo da Parigi e indiscutibilmente difficile e problematico.

Nella foto: lungo la strada che sale verso il Bucine, partendo dalla oratorio di S. Giovanni sulla strada provinciale, si va incontro ad un arco che è porta d’ingresso verso quella che una volta era la proprietà della famiglia Vantini

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Testi consultati:

G. Ninci – Storia dell’Isola d’Elba. Portolongone, Tipografia Vittorio Perna, 1898. Ristampa

Anastatica Arnaldo Forni Editore.

ASCPf – Registro degli Atti del Consiglio Municipale dal 1° Termifero anno XI a tutto….

ASCPf – Registre des Arreté du 3 Floreal An X jusque au 29 Germinal An XI.

ASCPf – Registre n. 1 Corrispondance 13 Germinal an X au 24 Brumaire an XII

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