CONDIVIDI
Vincenzo Anselmi del Ristorante Hotel Belmare di Patresi (a sinistra) e Andrea Cocchia del B&B Fonte di Zeno di Poggio

Quante volte ci siamo sentiti dire che la panacea di tutti i mali, per l’Elba, è quel bisogno di “fare sistema”. Negli ultimi anni, questa definizione è stata talmente tanto abusata da farla sembrare solo un mantra. Ripetuta in ogni occasione. Dai convegni promossi con lo scopo di individuare le buone pratiche per valorizzare lo Scoglio fino alle richieste, numerose, da parte di associazioni, commercianti e semplici cittadini per una gestione unitaria dell’isola. Ebbene, la logica del “fare sistema”, spesso, è stata derubricata a mera questione su cui confrontarsi a giorni alterni.

Eppure, gli esempi virtuosi ci sono. Con il risultato che stanno sboccando fresche opportunità per quegli imprenditori che vedono, nei loro potenziali concorrenti, non degli avversari ma degli alleati, indispensabili, per giocare la partita più importante per l’Isola d’Elba. Albergatori e ristoratori che stanno seminando nel verso giusto e oggi stanno raccogliendo i frutti del loro impegno.

Come Vincenzo Anselmi, proprietario del Ristorante Hotel Belmare di Patresi, e Andrea Cocchia, B&B Fonte di Zeno di Poggio. Che, insieme ad altre due strutture ricettive elbane – l’azienda agricola Montefabbrello (località Schiopparello) e l’Hotel Maristella (Cavo), hanno estratto dalla radice del “fare sistema” un numero vincente, non solo per le loro attività ma anche per tutta l’isola.

In che modo? Promuovendo un percorso della Grande Traversata Elbana che va da Patresi a Cavo. E che declina la collaborazione, proficua, tra i quattro nella possibilità di poter sostare e usufruire di servizi turistici non indifferenti nei tre giorni di cammino. Come, ad esempio, il trasporto dei bagagli, naturalmente a costo zero per il cliente, da una struttura ad un’altra. Per evitare che, nel corso dell’attività di trekking, i turisti debbano portare con sé borse e valigie.

In più, l’occasione di assaggiare i prodotti tipici del territorio, come le marmellate di Armando, la cipolla e il cavolo nero di Patresi, i dolci del laboratorio artigianale Elba Magna e via dicendo. «Da quando abbiamo fatto squadra per promuovere un percorso che incontra le nostre strutture – spiegano Vincenzo Anselmi e Andrea Cocchia – abbiamo registrato visite maggiori rispetto agli anni passati. In più abbiamo contribuito a far conoscere questo percorso. Adesso, stiamo pensando a promuovere il “Cammino della Dea”, da Cavo a Patresi. Si tratta di un percorso, via costa, che dura sei giorni».

La buona pratica del “fare rete” consentirebbe, inoltre, di uscire dalle logiche della stagione estiva, sviluppando un turismo “invernale” e incentivare gli albergatori ad allungare il periodo di apertura. «Mi piacerebbe – spiega Vincenzo Anselmi dell’Hotel Belmare – se solo avessi quei turisti che mi coprissero almeno solo i costi, resterei aperto tutto l’anno. Ne gioverebbe tutto il territorio».

Come fare? Puntando, per esempio, sugli aspetti culturali e artistici. «Qualche tempo fa, a Patresi, avevamo “l’Oasi degli Dei”, un museo subacqueo che ospitava delle statue in marmo bianco di Carrara realizzate da artisti di fama internazionale. Crediamo che un percorso del genere debba ripetersi. Bisogna promuovere i nostri musei e fare in modo che siano accessibili tutto l’anno. E poi, valorizzare quei siti archeologici sconosciuti per invogliare la gente a venire qui». Così come quei luoghi d’interesse che si possono rintracciare all’Elba.

«Stiamo creando – racconta Andrea Cocchia – un giardino delle farfalle che possa dare una continuità rispetto al sentiero inaugurato pochi giorni fa. Abbiamo portato avanti un progetto con le scuole per conoscere tutto quello che il nostro territorio offre. Il turismo, ormai, è andato avanti. L’ospite è in cerca di luoghi di interesse. E attorno alle farfalle c’è tutto un mondo di cui ancora non ci siamo resi conto».

Senza mai dimenticarsi del mare e delle sue immense potenzialità. «In ogni spiaggia dovrebbe esserci almeno uno stabilimento aperto anche nel periodo di bassa stagione». Fare sistema, però, non basta se le amministrazioni comunali non fanno da capofila. E questo perché per promuovere un turismo alternativo alla stagione estiva bisogna investire nei servizi. «Pianifichiamo un buon trasporto su gomma, magari prevedendo anche dei pullman per collegare luoghi come il Volterrario e il Monte Perone. Riapriamo i rifugi abbandonati lungo i cammini di trekking e ripristiniamo le fontane. I nostri ospiti che fanno trekking hanno bisogno di acqua e di riparo. Ricreiamo quel vivaio con terrazzamenti a secco sul Monte Perone che, purtroppo, si sta perdendo. Teniamo puliti i nostri sentieri. Ma soprattutto, curiamo il nostro territorio».

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here