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Due terzi della popolazione elbana stanno per recarsi alle urne per il rinnovo delle amministrazioni di Portoferraio, Marciana e Capoliveri. Non li invidiamo.

Dovranno scegliere tra le varie liste civiche (quattro addirittura nel capoluogo) e rassegnarsi ad un’Elba che continuerà a contare sempre di meno sullo scacchiere nazionale.

Perché è inutile girarci intorno: fino a quando i diadochi locali continueranno ad impedire di raggiungere il traguardo del comune unico, lo Scoglio potrà appassionarsi solo alle risse tra i guelfi e i ghibellini che allignano nell’isola.

Un giorno alle prese col dissalatore, un altro con i mostri dell’edilizia, un altro ancora le chiacchieratissime beghe che hanno caratterizzato gli ultimi mesi all’interno della Biscotteria. Una tristezza e uno squallore infiniti.

Con la ciliegina sulla torta di non essere riusciti a rispettare – per la prima volta in 200 anni – neppure la tradizionale messa di suffragio in memoria di Napoleone. Con Cosimo de’ Medici, l’unica vera  gloria elbana.

Complimenti all’indaffaratissimo sacerdote, travolto dalle altre funzioni e a quella Misericordia il cui governatore è uno dei candidati a sindaco di Portoferraio.

Poi, se la gente è stufa e diserta le urne, non c’è di che meravigliarsi.

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