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Caro direttore,

Amo molto l’Elba, ma non sono come quelli che l’apprezzano d’estate, per il mare, il caldo e la spiaggia. Io, che mi considero un turista “anomalo”, la apprezzo con la pioggia malinconica, il mare increspato, vivo. Palpitante. Ma preferisco andare in Irlanda, sa? Ci metto meno tempo ad arrivare, spendo meno e, una volta lì, di cose da fare e da vedere ho solo l’imbarazzo della scelta. 

Fatta questa premessa, le scrivo perché nei giorni scorsi ho letto una notizia curiosa: alcuni operatori turistici dell’Elba hanno lanciato un progetto pilota (e spero vivamente rimanga tale) che prevede il rimborso dei costi di pernottamento per quei turisti che, venuti in vacanza sullo Scoglio nel mese di maggio, troveranno maltempo con almeno due ore di pioggia al giorno.

Alla base di questa sopraffina operazione di marketing – che, a quanto letto, ha avuto anche il benestare del presidente dell’associazione albergatori Massimo De Ferrari – la convinzione che  sul bel tempo dell’isola in maggio ci si possa addirittura scommettere l’incasso. E quindi i soldi con i quali si pagano i dipendenti che, pioggia o non pioggia, lavorano comunque.

Mentre le scrivo la informo che qui da me sono ore che piove. Con temperature che sembra di stare a novembre. Stando a quello che dicono i telegiornali, una situazione del genere non succedeva da ben 62 anni. Cioè dal 5 maggio 1957 quando l’intera Penisola venne investita da una massa di aria artica che portò nevicate fino a quote basse al centro nord e fino a quote di bassa montagna al sud.  Da un giorno all’altro, specialmente sul nord Italia, le temperature sono scese di 10°-15° centigradi e, complici i forti venti, la temperatura percepita è di 5°-7° inferiore a quella reale. Mai come in questo periodo il meteo è “ballerino”.

E allora, questi sedicenti esperti di turismo che fanno? Decidono di suicidarsi lavorando gratis? Ora, io capisco che a maggio i turisti sono pochi rispetto a quelli ai quali si è abituati in estate. Ma davvero questi signori pensano che la gente non venga all’Elba perché c’è il rischio che possa piovere? O – magari – non lo fanno perché, al di fuori dell’alta stagione da trascorrere in spiaggia o in barca, c’è ben poco da fare?

Venire all’Elba a maggio significa non avere adeguati mezzi pubblici per spostarsi, trovare molti musei chiusi al pubblico e praticamente nulla da fare. Pioggia o non pioggia. Ma invece di investire sui servizi, facendo sì che chi viene all’Elba – con il sole o con il temporale – abbia comunque qualcosa di bello da fare, che si fa? Ci si inventa una scempiaggine del genere, roba da farsi ridere dietro da tutti. Esperti (quelli veri) di marketing e semplici turisti.

Marco M., Brescia

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