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Dietro al sorriso premuroso di Alma Ravasio si nasconde la forza instancabile di una donna che tutti i giorni punta la sveglia a orari improbabili per rendere un servizio importante nella zona tra Sant’Andrea e Colle d’Orano.

Siamo nell’anello occidentale dell’Isola d’Elba. Dove spesso, residenti e turisti, si trovano a dover fare i conti con tante difficoltà. Come quella di dover macinare chilometri e chilometri per fare rifornimento alla macchina.

Alma, originaria della provincia di Bergamo e da 26 anni all’Elba, ha già iniziato a muovere i primi passi per trasformare un problema in occasione di crescita per questo angolo di paradiso. E ha aperto il suo piccolo panificio “Pan per focaccia”. «Nel comune di Marciana ce ne sono soltanto due – ci racconta – ma in questa zona non c’è nulla».

Alma (a dx) e l’amica Katiuscia, suo braccio destro insieme a Cristian

Da cosa è nata l’idea?

«Per gioco. Un giorno mio marito, tornando a casa, mi disse: “Eppure, qui mancherebbe un panificio”. Non me lo sono fatta dire due volte. E così siamo partiti con questa nuova avventura».

In cosa consiste la tua produzione?

«Per quanto riguarda i dolci, andiamo dal corollo alla schiaccia briaca, i cantucci e ancora la sportella. Certo, su ordinazione produciamo anche crostate o torte. Per quanto riguarda il salato, abbiamo il classico panino bianco, all’olio, al latte, la baguette fatta con impasto francese, le ciabatte, il tradizionale pane toscano, l’integrale e poi i pani speciali come il multicereali, curcuma e zenzero, segale e ceci. La produzione, comunque, cambia di giorno in giorno. A seconda delle richieste dei clienti. Una cosa è certa: resterò aperta tutto l’anno».

La tua è una produzione a km zero?

«Utilizzo soltanto farine italiane di Siena e sale secco delle saline di Volterra. Tengo a precisare che i nostri pani hanno una lievitazione di 18 ore».

Dove hai imparato i trucchi del mestiere?

«Ho frequentato l’alberghiero, negli anni in cui erano previste ore di laboratorio su panificazione e pasticceria. Poi ho avuto la fortuna di lavorare in un panificio storico di Bergamo. Per il resto, è proprio il caso di dirlo, è tutta farina del mio sacco».

Lavori anche con alberghi e ristoranti?

«Sì, certo. E serviamo anche la scuola di Marciana. Generalmente le mamme ci richiedono la merenda per i loro bimbi scrivendo su un gruppo Whatsapp che abbiamo creato apposta. Dovreste vedere che meraviglia vedere questi bimbi che, fuori dai cancelli scolastici, ti accerchiano in attesa che tu dia loro la merendina».

I bimbi gratificano il tuo lavoro…

«Per me è una delle soddisfazioni più grandi. Insieme a quella di vedere il pane nel momento in cui lo tiriamo fuori dal forno e sapere che è anche molto buono. Poi i bimbi. E subito dopo i clienti felici di vedermi arrivare con il loro pane».

Perché tu fai anche il servizio a domicilio?

«Sì, esatto. In zona ci sono tante persone anziane che fanno fatica a uscire tutti i giorni di casa per andare a prendere il pane. Ma anche la mamma che non può lasciare i bimbi in casa da soli e allora mi chiama. Insomma, cerco di offrire un servizio importante. E devo dire che la risposta è buona. Ho diversi clienti che mi richiedono il pane a domicilio».

Volendo sognare in grande, quale potrebbe essere il prossimo passo?

«Sarebbe bello poter ampliare il forno e incrementare i prodotti di pasticceria. Lo dico anche per  i miei tre figli».

Passione di famiglia?

«Le due gemelle e il figlio maschio potrebbero portare avanti questa attività. Una delle due ragazze vorrebbe frequentare l’istituto agrario per poi, in futuro, coltivare i nostri terreni e produrre, in loco, la materie prime per i diversi pani speciali. L’altra, invece, ama la pasticceria. Vedremo…».

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